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Il PAC come contenitore di strumenti finanziari

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Ciao, sono Ottavio, Ottavio Corali. Parliamo di piano di accumulo di capitali inteso come contenitore di strumenti finanziari che posso sfruttare.
Parto sempre dalla mia esperienza pluridecennale e quando sottoscrivevo per me stesso o per i clienti che mi davano fiducia, facevo sottoscrivere un PAC, c'era solo uno strumento che era un fondo comune di investimento, che poteva essere azionario oppure obbligazionario, ma era uno strumento a gestione attiva, come si dice, e altro non c'era.
Poi fortunatamente il mondo si è evoluto, pertanto oggi abbiamo, viviamo un momento dove ci sono due grandi strategie diverse, fondi attivi oppure fondi passivi, ETF, Exchange-Traded Fund, dopo ne parliamo. I PAC li posso fare con uno strumento oppure con l'altro, oppure perché no con entrambi, un fondo attivo e un fondi passivi, ETF. Quello che mi interessa come concetto esporvi è che l'importante, se potessi lo evidenzierei, è che cominciate, se già non lo state facendo, ad investire sui mercati azionari con i PAC, per i motivi che abbiamo già visto in altri contenuti che vi ho proposto, ovvero la disciplina, il vantaggio del costo medio, il comprare disciplinatamente anche quando i mercati sono al ribasso, per poi sfruttare i vantaggi dei rialzi e oggi invece ci soffermiamo un attimino di più su quelli che possono essere gli strumenti che posso scegliere per accantonare il mio capitale.
Che è anche un modo, al di là dell'accumulazione di un capitale nel tempo, è un bel modo, il PAC, molto intelligente per affrontare, evitando i danni che fa l’emotività, e anche qua ne abbiamo parlato in altri contenuti, di affrontare, investire sui mercati azionari, sull'equity, sull'economia reale, senza cadere nel costo dell’emotività, ma programmando il mio ingresso sul mercato azionario nel tempo.
Fondi attivi, gestioni attive, sono gestioni dove c'è un gestore, scusate il gioco di parole, che cerca di battere gli indici di riferimento attraverso la gestione del patrimonio che portiamo a loro attraverso la raccolta del denaro sul territorio. Le società di gestione sono tantissime ed è un modo, hanno dei costi a seconda sul fondo azionario, obbligazionario, ci soffermiamo un attimo di più sugli ETF perché se ne fa un gran parlare.

Ha torto o ragione, ma è uno strumento che sta prendendo tantissimo piede, ha già preso piede e va considerato assolutamente nell'impostazione di un patrimonio, o perché no, anche nell'acquisto attraverso piano d'accumulo capitale. Cos'è un ETF? Cercherò di essere molto semplice nella esposizione del concetto. Exchange-Traded Fund replicano l'andamento di un indice.
Molto semplice, facile da comprendere. Prendo un indice, possono essere su indici di settore, tecnologia, sanità, mercati emergenti, temi di investimenti, geografici, l'Europa, gli USA, oppure semplicemente di un indice semplice semplice, Standard & Poor's 500, Morgan Stanley Capital International Award. L'idea è molto semplice, con un solo strumento compro tanti titoli.
Prendo su un indice Standard & Poor's 500, vuol dire che con quell'ETF vado a replicare l'indice dei principali 500 titoli quotati sul mercato USA. Molto semplice. È un cestino, detto in italiano, basket, se voglio usare un termine con una terminologia anglofona, basket di titoli, con un solo strumento compro un pochettino di tutto, quindi grande diversificazione.
Sono fondi passivi, non necessitano di gestione, di attività gestionali di qualcuno, quindi hanno ovviamente costi molto più bassi rispetto a una gestione attiva. Penso sia estremamente semplice da comprendere, perché là c'è un'attività di gestione. Vantaggio? Il vantaggio è una grande diversificazione a costi contenuti facili da comprare sul mercato, da comprendere, come vi ho detto.
Personalmente li vedo molto adatti al PAC, perché lì ho, nel piano d'accumulo, perché ho tanto tempo a disposizione, quindi anche lavorare sul contenimento di un costo nel tempo fa valere il proprio effetto. Svantaggi? Anche lo strumento ha uno svantaggio, certamente non può battere l'indice di riferimento, non lo batterà mai. Premesso che sia talmente efficiente questo ETF da replicare l'indice, per quanto basso che sia c'è un costo, pertanto l'indice non verrà mai battuto.
Importante, non importante, non entro nel merito. Era solo per rendere più chiaro a tutti quanti che cos'è un ETF. Diventano molto più complessi se comincio a parlare di lavorare sui settoriali, oppure a leva.
Adesso ci sono anche ETF attivi, magari ne parleremo un'altra volta. In sintesi, è un fondo quotato che replica un indice, consente una grande diversificazione a un costo contenuto. Mi soffermo un attimo sulla parola fondo, perché a volte ascoltando anche le domande di tanti clienti si fa un po' di confusione rispetto ai titoli.

La fiscalità è un fondo, pertanto se compro e vendo un ETF, quello che può anche essere una minus, non posso compensarla con altri investimenti in titoli, che siano essere azioni, obbligazioni. E' un fondo, quindi non entra in questo tipo di attività nel momento in cui compro e vend,o faccio attività di trading, o sul deposito. Gli ETF stanno crescendo moltissimo, c'è un mercato in continua evoluzione.
Pensate che solo nel 2025 sono stati lanciati oltre 2.700 nuovi ETF sul mercato. È un mercato che vale oltre 19 miliardi di dollari, se ricordo bene. 19 billion, scusate, di dollari.
Perché è un'onda che sta arrivando e c'è grande diversificazione, grande attenzione.
In Fineco ci crediamo talmente tanto che abbiamo quotato addirittura i nostri ETF. Se non erro, siamo l'unica banca in Italia ad avere creato e quotato i propri ETF che lavorano su settori, su mercati. Tanta diversificazione anche lì, li abbiamo sia passivi che attivi. Per quale motivo? Perché lavoriamo in consulenza, quindi il consulente finanziario impostando un portafoglio dove devono anche essere considerati gli ETF, andrà a prezzare col suo cliente il proprio lavoro esattamente come fa qualsiasi professionista. Quindi c'è una parcella, quindi all'interno di quella gestione di portafoglio, di ottimizzazione di portafoglio, oggi l'ETF deve essere presente. Sia per un'ottimizzazione di costi del portafoglio stesso, sia per renderlo più efficiente nel banale concetto della diversificazione. Spero di essere stato abbastanza chiaro sulle differenze tra una gestione attiva e una gestione passiva. Non c'è un vincitore o un vinto.
Personalmente auspico e penso che sia necessario nell'importazione di un portafoglio considerare sia i fondi a gestione passiva, gli ETF, sia i fondi a gestione attiva. L'arrivo degli ETF è stato un bene anche per il mercato delle gestioni attive, perché il gestore delle gestioni attive deve impegnarsi a far vedere, passatemi il termine estremamente sintetico, ad essere bravo, a battere l'indice, a muoversi. Soprattutto in questo momento di mercato che conosciamo tutti, perché le vicende, le guerre varie in corso sono ovviamente note a tutti, un gestore attivo può far vedere la sua competenza nel muoversi a seconda di quello che può essere una previsione di mercato, una scelta strategica.
La gestione attiva non ha questo tipo di difficoltà e quindi nell'impostazione di un portafoglio personalmente userei tutti gli strumenti. Non c'è un vincitore, non c'è un vinto e non lavorerei e non vado a evidenziare “scelgo gli ETF perché costano poco”. Il costar poco è sempre una cosa che mi ha fatto molta paura, mi avvicina come idea psicologica a un prodotto che valga poco.
Non è così, tengo a precisarlo, ma torno là. L'ETF oggi deve essere considerato all'interno della gestione di un portafoglio e di un asset allocation, diversificazione ed efficienza nella gestione anche di quel costo mantenuto nel tempo.

Il PAC come contenitore di strumenti finanziari: fondi attivi ed ETF

Il Piano di Accumulo del Capitale (PAC) non è solo una modalità di investimento, ma anche un vero e proprio contenitore di strumenti finanziari.
Attraverso un PAC è possibile investire in diverse soluzioni, come fondi comuni a gestione attiva ed ETF (Exchange Traded Fund), anche combinandoli tra loro all’interno della stessa strategia.

I fondi a gestione attiva si basano sul lavoro di un gestore che seleziona i titoli con l’obiettivo di battere il mercato di riferimento. Gli ETF, invece, replicano semplicemente l’andamento di un indice, offrendo un approccio passivo e più trasparente.
Entrambi gli strumenti possono essere utilizzati all’interno di un PAC, a seconda degli obiettivi dell’investitore.

Gli ETF sono fondi quotati che replicano indici di mercato come l’S&P 500 o altri indici settoriali e geografici. Con un unico strumento è possibile ottenere un’ampia diversificazione, investendo contemporaneamente in numerosi titoli.
Uno dei principali vantaggi degli ETF è il basso costo di gestione, unito alla semplicità di utilizzo e alla trasparenza dello strumento.

Gli ETF risultano particolarmente adatti all’interno di un PAC, perché permettono di investire in modo graduale su mercati ampi, contenendo i costi e beneficiando della diversificazione nel lungo periodo.
Allo stesso tempo, i fondi attivi possono offrire un valore aggiunto nella gestione strategica del portafoglio.

Non esiste uno strumento migliore in assoluto. Fondi attivi ed ETF rispondono a logiche diverse e possono coesistere all’interno di una strategia di investimento equilibrata.
L’approccio più efficace è costruire un portafoglio diversificato, che tenga conto di entrambi gli strumenti, ottimizzando costi, gestione e obiettivi di lungo periodo.