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Valori, principi e responsabilità del nuovo ruolo di manager

Leadership

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Ciao sono Ottavio, Ottavio Corali. Oggi torniamo a parlare del Manuale del Manager e vorrei intrattenervi sui valori, principi e responsabilità del nuovo ruolo di manager. Riprendo sempre il manuale.
Ogni nuovo incarico comporta un cambio di scena. Passare da consulente a manager aumenta il lavoro e l'incertezza, anche per definire gli obiettivi e supportare la squadra. Se si cresce insieme il ruolo non è una zavorra ma uno stimolo: con cautela, dialogando, passando dalla teoria alla pratica e seguendo pochi concetti chiave. Si costruisce l'esperienza necessaria per affrontare i nuovi scenari.

Mi ha fatto molto piacere, mi ha colpito ultimamente ascoltare cinque nuovi colleghi che sono entrati, stanno entrando nel ruolo manageriale ufficiale.
Li ho definiti, li abbiamo definiti anche in Fineco, GM, Group Manager Partner, Partner di un Senior. Sono tutti consulenti finanziari di successo e mi ha fatto molto piacere ascoltarli e sentirmi dire, sintetizzo, non pensavamo che esistesse un altro modo di vedere le cose, meglio, le stesse cose. Questo mi ha fatto molto piacere perché vuol dire che quello che ho appena letto è assolutamente vero, entri in un ruolo nuovo, hai una visione completamente diversa, devi cominciare a saper ascoltare.
È un mestiere nuovo, importante, bello, che ti dà stimoli diversi, esperienze diverse, competenze diverse. Anche perché la formazione non finisce mai, ricomincia una nuova formazione che è quella manageriale e cominci a parlare a una squadra, non più solo a un cliente, a una squadra di persone che in te devono vedere che cosa, intanto percepire una guida, insegnare come si fa a fare, trasferire del valore, trasferire il proprio valore e diventi una guida. Saper ascoltare, ascoltare tutti e poi decidere, agire, affiancare le persone che in quel momento si stanno poi naturalmente affidando a te, come leader, non come capo.
Non si fa così, si dovrebbe fare così, vediamo cosa si può fare insieme, saper ascoltare, ascoltare le persone e sempre pensare, comportarsi e agire in sintonia con gli obiettivi che sono stati condivisi. Questo passa attraverso l'ascolto, l'ascolto attivo, non è una banalità. Ascoltare significa poi conoscere le persone che fanno parte del team che sei chiamato a coordinare, scoprire i loro talenti, non le loro aree di miglioramento, dove possono migliorare le persone è sempre molto facile trovare, trovare, passatemi il termine, il difetto della persona che ho di fronte, che può anche essere un cliente.
Troviamo invece i pregi, lavoriamo su quelli, facciamoli rendere coscienti dei talenti che hanno, perché a volte sfuggono, allora danno consapevolezza, sicurezza e ci si afferma come professionista. Ognuno di noi è diverso, riconoscere quindi in sintesi certamente i limiti, ma anche le potenzialità di ognuno. Lavoro sulle potenzialità e poi lavoreremo anche su qualche limite, qualche area di miglioramento, ma se ho lavorato sulle tue potenzialità il nostro approccio sarà molto positivo, sarai disposto a prendere in esame i tuoi limiti e a lavorarci sopra, motivato, consapevole del fatto che hai anche tanti talenti che ti stanno portando dei risultati e facendo così vado a valorizzare il lavoro di ogni persona con molta molta meno fatica, direi quasi senza fatica, saranno le persone stesse che verranno a chiedermi sai non mi sta venendo bene la tal cosa, come possiamo fare insieme? E lì vuol dire che hai vinto.

Rispetto, coerenza, saper ascoltare, saper far emergere il talento, vinco come manager nel momento in cui, e capita se sei stato bravo, quando i tuoi colleghi hai coordinato dei lavori, delle riunioni, degli incontri, assolutamente con degli obiettivi di crescita, quindi con del lavoro da fare e ti senti dire ti abbiamo sentito uno di noi. Bellissimo, quindi non eri il capo ma eri il leader, eri quello che portava più valore, più esperienza. Non è semplice fare il manager, bisogna tenere bene presente tutti i giorni, personalmente ce li ho sulla scrivania e me li sono scritti: i dieci punti chiave del manager e sono emersi dal lavoro che per due anni abbiamo messo insieme in questo manuale. Ci abbiamo lavorato tanto.
Guidare, accompagnare il team verso obiettivi condivisi, forse l'ho detto in altri contenuti, immagino sempre la conduzione della squadra che coordino, e lo consiglio ai manager che lavorano con me, con un'impostazione assolutamente militare, quindi disciplinata. L'ultimo dei soldati, se io fossi un generale, deve sapere per quale motivo vogliamo prendere quella collina, lo deve sapere il generale, il colonnello, il capitano, il tenente, i sottofficiali e l'ultimo dei soldati, allora saremo tutti motivati, sapremo il perché sto facendo quel sacrificio e deve essere condiviso.
Ascoltare, attenzione ai reali bisogni degli altri, se ascolto attivamente sarà bello scoprire anche delle cose nuove, degli altri punti di vista, accettare il confronto.
E poi agire, coerenza tra parole e fatti. Se abbiamo deciso di prendere la collina, la prendiamo punto e facciamo tutto il percorso che abbiamo stabilito insieme di fare. Valorizzare, quindi riconoscere il talento, bravo ti ho visto, hai agito bene, bravo, complimenti ma fatti di pancia, di cuore, non tanto per dire, ti ho visto, quindi citare il caso reale, hai lavorato molto bene su quel punto, ti è venuto benissimo, bravo.
E rappresentare, esprimere valori e filosofie comuni, non a caso nell'area che rappresento abbiamo da ormai tanti anni costruito una carta valori, quindi le persone che arrivano in area e lavorano con noi conoscono la nostra carta valori. Indica qual è l'ambiente nel quale agirai, svolgerai la tua professione e quello che fanno i tuoi colleghi.
L'affiancamento, affiancare, regola numero 7, supportare nella crescita e nello sviluppo del business, sono con te. Ma non solo c'è una difficoltà, no andiamo a fare una cosa bella, ci andiamo insieme, se poi c'è anche una complessità, una difficoltà da risolvere insieme, molto bene, andiamo, non è un problema, la risolviamo.
La selezione è un'attività fondamentale nel ruolo manageriale di rete, scegliere le persone in linea con i valori e il potenziale che esprime l'area, valori personali e potenziali. Nel momento in cui selezioniamo abbiamo una responsabilità morale fortissima verso il collega che magari per noi, per quello che abbiamo raccontato, per quello che è una sua motivazione magari sceglie di uscire dalla banca, dimettersi, è una grande responsabilità morale, quindi dobbiamo stare molto attenti ed essere molto concentrati su questo aspetto. La formazione è un aspetto basilare per acquisire autorevolezza, saper formare, sapere le cose, saper insegnare, è un trasferimento di valori.
E poi dopo la visione, questa è quella che fa la differenza in ogni ruolo manageriale, rendere realizzabile, far vedere che è possibile realizzare ciò che appare irrealizzabile e poi quando ci arrivi è bellissimo come soddisfazione personale e percepire la consapevolezza che i tuoi colleghi acquisiscono.

Sempre coerenza e congruenza tra le azioni e gli obiettivi che abbiamo dato e detto e condiviso, essere sicuramente un esempio e la responsabilità genera fiducia sicuramente.
Ascoltiamo, poi scegliamo, decidiamo e ci assumiamo le conseguenze. In un ruolo manageriale sappiamo che se c'è qualcosa che non va bene la responsabilità è nostra, se le cose vanno bene il merito deve essere dato ai nostri colleghi, realizziamo gli obiettivi grazie al lavoro che tutti insieme facciamo, dobbiamo sapere che ci prendiamo la responsabilità se le cose non sono andate così bene, ecco diciamo così, e certamente questa è una grande sottolineatura dell'esigenza di fiducia che ci deve essere tra le persone che lavorano, un trust fiduciario, manager verso il collega, viceversa il collega verso il manager, è la stessa cosa poiché alla fine c'è con un cliente, ci deve essere un trust fiduciario fortissimo tra le due persone.
Visione, impegno, ambizione, la visione guida il team, dobbiamo pensare e rendere visibili, percorribili dei percorsi che ci portano, come dicevo prima, obiettivi realizzabili, allora lì c'è uno stimolo costante a superare il proprio limite e scopri che questo limite si sposta sempre, che sono poi basati su impegno, sana ambizione e disciplina, assolutamente sì, sempre, nel gruppo.
Nelle aziende si parla di budget, per noi non è mai un problema, il budget deve essere una conseguenza di tutte le cose che abbiamo fatto prima, non si lavora per il budget, si lavora per crescere e se fai vedere e cerchi di realizzare obiettivi irrealizzabili, il budget l'abbiamo già altro che raggiunto, non è un problema, il budget rimane un problema del manager, non del nostro collaboratore, questo deve essere molto chiaro, non deve esserci pressione commerciale in alcun modo. Essere manager alla fine è una sintesi di, devi essere un esempio, di coerenza, di affidabilità, di rispetto, di senso di responsabilità, far crescere gli altri e condividere delle culture ed essere molto chiari sul perimetro delle cose che vuoi fare, realizzare e prima di tutto devi essere tu come esempio a farle. Nel manuale del manager si trovano esempi, tecniche, è un manuale quello, ve lo faccio rivedere, quindi vuol dire che, come mi ha fatto vedere qualche collega, va scarabocchiato, va vissuto, va fatto, va provato, va testato.
Sarà un'esperienza bellissima perché si è manager, come ho già detto più volte, prima di tutto di se stessi e questo impone una disciplina fortissima perché è molto facile derogare verso se stessi, crearsi gli alibi, oggi non ho voglia, oggi piove, c'è la neve, oppure c'è troppo sole, quindi coerenti, allora sì che sarà bellissimo realizzare ciò che fino all'altro ieri sembrava impossibile.

Valori, principi e responsabilità del ruolo di manager

Diventare manager non significa solo cambiare ruolo, ma cambiare completamente prospettiva.
Il passaggio da consulente a manager porta con sé nuove responsabilità: non si lavora più solo per sé stessi o per i clienti, ma per guidare, sviluppare e far crescere un team di persone.

Un buon manager non è un capo, ma un punto di riferimento. Deve saper ascoltare, comprendere e accompagnare le persone nel loro percorso di crescita, creando un ambiente basato su fiducia e condivisione degli obiettivi.
L’ascolto attivo diventa una competenza fondamentale: conoscere le persone, capire i loro bisogni e valorizzarne i talenti è la base per costruire un team solido.
Valorizzare i talenti e creare consapevolezza
Uno degli errori più comuni è concentrarsi solo sui limiti. Un manager efficace, invece, lavora prima sulle potenzialità delle persone, aiutandole a riconoscere i propri punti di forza.
Questo approccio genera motivazione, sicurezza e risultati, rendendo il team più autonomo e proattivo.

Essere manager significa anche assumersi delle responsabilità:
  • prendersi carico degli errori
  • riconoscere i meriti del team
  • mantenere coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa
La fiducia nasce proprio da questo equilibrio.

Un team funziona quando tutti sanno dove stanno andando e perché. Il ruolo del manager è rendere chiari gli obiettivi e coinvolgere le persone nel percorso, trasformando la visione in azione concreta.
Essere manager significa essere prima di tutto leader di sé stessi: disciplina, coerenza e responsabilità sono alla base di una leadership efficace.
Solo così è possibile creare valore, far crescere le persone e raggiungere risultati duraturi.