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Inflazione: la tassa invisibile che riduce il tuo patrimonio

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Ciao, sono Ottavio, Ottavio Corali. Oggi parliamo di un argomento trattato con molta frequenza nei telegiornali per tutto ciò che ci sta succedendo intorno. Parliamo di inflazione, quella tassa invisibile che riduce il nostro patrimonio.
Toccherò in questi pochi minuti un concetto sbagliato di sicurezza piuttosto che non che cosa è l'inflazione, oppure un rischio che sottovalutiamo che è quello della liquidità in conto corrente, che cos'è il rendimento reale rispetto al rendimento nominale, come proteggersi dall'inflazione stessa e vedere se ci sono delle soluzioni che ci possano dare una mano. Partiamo da che cos'è l'inflazione. È l'aumento generalizzato e continuativo dei prezzi dei beni e servizi in un'economia nel tempo, che comporta una diminuzione del potere d'acquisto della moneta.
Sinteticamente, con la stessa quantità di denaro si compra meno di prima. Di fatto è una tassa occulta che paghiamo tutti i giorni, che è basata sulla nostra liquidità di conto corrente. Non che sia sbagliato tenere i soldi sul conto corrente, diventa sbagliato quando diventa un investimento, ma certamente per le nostre spese quotidiane dobbiamo avere i soldi sul conto, ma dobbiamo capire l'effetto dell'inflazione e poi come gestirla.
Faccio un esempio molto concreto su che cosa vuol dire inflazione. Lo faccio su una cosa che conosciamo tutti molto bene, il pane. Nel 2021 una pagnozza mediamente costava 2 euro, quindi solo 5 anni fa 2 euro.
Nel 2023 lo stesso pane sale a 2,50 euro. Nel 2025, lo scorso anno, arriva a 3 euro. Da 2 euro a 3 euro in 5 anni.
Qua non entro nel merito dell'inflazione del 2%, 3% e lascio a voi andare a vedere sul cosa è calcolato il paniere che poi misura l'inflazione, così come dato che ci viene comunicato, però dobbiamo fare i conti con l'inflazione, quella vera, quella che ci tocca le tasche e il pane è un esempio concreto. Significa banalmente che con 10 euro nel 2021 compravamo 5 pagnotte di pane, nel 2025 ne abbiamo comprate 3 o poco più. Questo è l'effetto dell'inflazione, ovvero i prezzi aumentano, il denaro vale meno in termini di ciò che possiamo acquistare.
Perché è successo in maniera molto semplice e la stiamo vivendo tutti i giorni. Aumenti del costo dell'energia, in questo caso causati da shock vari che sono le guerre che abbiamo intorno a noi. Aumento del prezzo delle materie prime, gas, petrolio e tutto quello che conosciamo molto bene.
Parlavamo di pane, del grano ad esempio. Costi molto più alti, pensate all'aumento dei carburanti, per i trasporti e la produzione stessa delle cose che consumiamo tutti i giorni. Tornando al nostro pane, tutti questi aumenti si sono trasferiti sul prezzo del bene che andiamo a comprare.
L'inflazione quindi non è solo i prezzi salgono ma tutto il sistema dei prezzi che cresce nel tempo riducendo, e mi ripeto, il potere d'acquisto dei nostri denari. Parliamo quindi di un primo aspetto che dobbiamo attenzionare quando parliamo di investimenti, quando andiamo alla ricerca di un rendimento sui nostri investimenti. Molto spesso ci fermiamo all'aspetto del rendimento espresso in percentuale senza considerare l'inflazione.

Il rendimento reale che cos'è? Il guadagno effettivo, cioè il rendimento tenendo conto dell'inflazione, quindi del cambiamento del potere d'acquisto. Se investo e guadagno il 5%, una cifra qualsiasi, ma l'inflazione è il 3, vuol dire che non ho guadagnato, la mia performance non è il 5, ma la performance reale sarà 2, 5 meno 3, e questo devo tenerne sempre conto. Il rendimento nominale ci dice quanto cresce il nostro denaro, il rendimento reale ci dice quanto davvero cresce il nostro potere di acquisto.
E, anche qua, permettetemi qualche esempio concreto con i numeri. Ho investito 1.000 euro e il mio rendimento nominale, 5%, vorrà dire che alla fine dell'anno avrò a disposizione 1.050 euro. Dovrei togliere, per essere preciso, anche la ritenuta fiscale, ma la lasciamo lì per un attimo.
Quindi fin qui sembra che io abbia guadagnato 50 euro, ma consideriamo l'inflazione il 3, nel frattempo i prezzi sono aumentati del 3%, quindi per comprare le stesse cose che prima costavano 1.000 euro, ora me ne servono 1.030. Vorrà dire che il mio guadagno nominale è stato di 50 euro, ma mi servono 30 euro in più per comprare le stesse cose, quindi il mio guadagno reale è stato di 20 euro. Non so se sia tanto o se sia poco, dipende, ma ne parleremo anche dopo, da qual era l'obiettivo di quell'investimento, di quell'impiego di quel denaro. Ma dobbiamo sempre tener conto del fatto che esiste un'inflazione che va a erodere il mio potere d'acquisto, quindi dobbiamo sempre tenere ben presente qual è il mio guadagno reale, quindi di quanto è aumentato il potere d'acquisto del mio denaro, non solo di quanto è aumentato il mio patrimonio.
Proteg gersi completamente dall'inflazione è difficile, ma possiamo ridurre molto l'impatto negativo con alcune strategie intelligenti nel tempo. Quando parliamo di liquidità o qualcuno che confonde la giacenza di conto corrente come un investimento, è vero che ha un effetto placebo sulla nostra testa, siamo molto tranquilli, ho sempre quei 100 mila euro, ma quando si parla di questo è l'unico dato da consulente finanziario che posso dare a un cliente con certezza. Non potrò mai dirvi con certezza di quanto aumenterà il vostro patrimonio alla fine dell'anno, anche se compriamo qualsiasi titolo sul mercato, fosse anche obbligazionario, perché ci sono sempre delle variabili, ma ho una certezza, i soldi sul conto corrente tutti i giorni perdono valore, di quanto dell'inflazione, di questo sono assolutamente certo e non si scappa.
Pertanto tenere troppi soldi sul conto corrente è rischioso, perché erode lentamente, mi ripeto, il potere d'acquisto. Investire e permettere al capitale di crescere e compensare o superare l'aumento dei prezzi deve essere il nostro obiettivo, oppure se ho necessità di tenere cifre importanti per un dato periodo liquida in conto corrente, ci sono assolutamente modi per poter ridurre l'impatto negativo. Non ve li racconto in questa sede perché non voglio confondere concetti che vogliono essere spunti di riflessione rispetto a consigli per gli acquisti o quali strumenti scegliere.
Avete un consulente finanziario, mi auguro l'abbiate tutti, sicuramente in grado di darvi una mano in questo senso. Certamente per battere l'inflazione bisogna puntare su strumenti che storicamente nel tempo la battano, ne abbiamo già parlato anche in altre puntate di questi incontri che facciamo. Nel lungo periodo alcune categorie tendono certamente a proteggere molto meglio il nostro patrimonio, le azioni, le aziende possono aumentare i prezzi e quindi i ricavi, si chiama investire nell'economia reale, chiaramente nel lungo periodo.


Gli immobili dipendono dalle zone, ma certamente anche gli immobili sono serviti a proteggersi anche da queste situazioni. Per chi li affitta spesso gli affitti crescono insieme all'inflazione, sono equiparati gli aumenti degli affitti all'inflazione. Materie prime, in alcuni contesti tendono a salire quando i prezzi generali aumentano e lo stiamo vivendo tutti i giorni.
Oppure obbligazioni, esistono obbligazioni indicizzate all'inflazione, titoli di Stato anche. Certamente quello che predico sempre, una corretta diversificazione del nostro patrimonio, ci aiuta a ridurre l'impatto dell'inflazione, in tanti casi nel tempo a batterla. Perché? Perché con l'orizzonte di lungo periodo che dobbiamo avere sempre su quello che si chiama investimento, quindi dove il premio è dato dal tempo che ho a disposizione, certamente nel breve l'inflazione può colpire duro in certi momenti sicuramente, ma nel lungo periodo i mercati tendono a compensare questa situazione.
Mi ripeto, e ve lo ripeto, chi investe con pazienza certamente ha più probabilità di proteggere il potere di acquisto del proprio patrimonio. Sinteticamente la strategia migliore non è evitare l'inflazione, quella c'è, non ci possiamo fare niente, anzi controllata è un sano indicatore di crescita, ma far crescere il proprio denaro più veloce dell'inflazione deve essere il nostro obiettivo. La strategia per combattere l'inflazione cambia molto, se posso permettermi, con l'età, soprattutto per orizzonti temporali e tolleranze al rischio, e qui si obbligano anche fattori soggettivi ma non entro nel merito.
Tre profili chiari perché in queste sedie non ci possiamo allungare più di tanto, 30 anni. A 30 anni è un orizzonte certamente lungo per la crescita del mio patrimonio, addirittura per costruirlo. L'obiettivo deve essere far crescere il capitale sopra l'inflazione nel lungo periodo.
Una strategia tipica, molto semplice, molte azioni, dal 60 all'80 per cento, per garantire la crescita nel tempo. Dico azioni, ma dico investimenti che abbiano una forte percentuale in equity, quindi sull'economia reale, possono essere TF, possono essere SIKA, qualsiasi strumento che il vostro consulente vi consiglierà secondo il colloquio che avete fatto con lui, ma questo può essere un'idea. Poca liquidità, solo le emergenze, possibile esposizione a mercati globali e a settori in crescita.
Perché può funzionare? Anche qui se i mercati oscillano hai decenni a 30 anni per recuperare e beneficiare dell'interesse composto del quale abbiamo già parlato altre volte. Anche in questo periodo abbiamo visto la paura del crollo dei mercati per tutto quello che succede, poi alla resa dei conti questi mercati non sono crollati, anzi abbiamo avuto momenti di rimbalzo e crescita non indifferenti in una situazione che tecnicamente è complessa, chiamiamola così. Da 30 anni passiamo a 45 anni, qui bisogna trovare un equilibrio tra la crescita e la protezione del capitale.
Siamo a quell'età in una fase intermedia, si deve continuare a crescere, ma anche proteggere tutto ciò che abbiamo costruito, quindi c'è bisogno di un bilanciamento tra rendimento e stabilità. Una strategia tipica può essere di stare sul mercato, sull'economia reale, sull'azionario tra un 40 e un 60 per cento, qualche investimento obbligazionario anche magari indicizzato all'inflazione stessa e certamente molta attenzione alla diversificazione. Un esempio, azioni globali, obbligazioni più strumenti anche perché no, titoli di stato se ne vale la pena, magari abbiamo già anche costruito qualcosa e investito qualcosa in immobili, certamente può funzionare perché riduciamo il rischio di forti perdite e proprio mentre ci avviciniamo a quell'età obiettivi importanti, magari abbiamo già dei figli che stanno crescendo, la casa e quindi l'inflazione qui comincia a diventare sensibile perché abbiamo accumulato patrimonio e quindi serve protezione da questo agente esterno.


60 anni, bellissima età, ce li ho e quindi qua bisogna cambiare un pochettino strategia, le azioni scendono, ho meno tempo a disposizione se voglio guadagnare diciamo così tra un 20 e un 40, molte obbligazioni magari indicizzate all'inflazione, non c'è molto tempo per il recupero di eventuali perdite e quindi si tende generalmente a stare più sul breve. Sono fatti soggettivi, dipende che cosa vogliamo fare, parlo per me, io di anni non ne ho più 60 ma 66, ho buona parte del capitale investito sull'equity perché non penso a me, penso a un passaggio generazionale per cui penso all'obiettivo del mio patrimonio lungo termine, ci sarò o non ci sarà o ci saranno i miei figli, ecco perché diventa e torno sempre su questo tema, fondamentale parlare con il vostro consulente finanziario perché ci sono anche degli aspetti assolutamente soggettivi che entrano in campo nelle scelte finanziarie, l'importante è sapere quali sono le regole base di questo prendetelo quello che vi ho detto solo come spunto di riflessione non come la ricetta. In buona sintesi attenzione alla giacenza che abbiamo sul conto corrente e la domanda che ci dobbiamo fare è quella che mi serve per far fronte ad eventuali emergenze o alla mia quotidianità allora va bene, in caso contrario dobbiamo cercare delle soluzioni che vadano a proteggere quel denaro dall’inflazione e quindi dall'erosione quotidiana del mio potere d'acquisto.
 

Inflazione: la tassa invisibile che riduce il tuo patrimonio

L’inflazione è una vera e propria tassa invisibile che ogni giorno riduce il valore del nostro patrimonio. In termini semplici, rappresenta l’aumento continuo dei prezzi e comporta una conseguenza molto concreta: con la stessa quantità di denaro si acquista meno rispetto al passato.
È un fenomeno che tocchiamo con mano nella vita quotidiana e che spesso viene sottovalutato. Per questo è fondamentale non limitarsi a guardare quanto cresce il proprio capitale, ma considerare sempre il rendimento reale, cioè il guadagno effettivo al netto dell’inflazione, l’unico indicatore che misura il reale aumento del potere d’acquisto.
Uno degli errori più comuni è considerare la liquidità sul conto corrente come una forma di sicurezza. In realtà, nel tempo, rappresenta una perdita certa di valore: il denaro fermo viene progressivamente eroso dall’inflazione.
Proteggersi completamente è difficile, ma è possibile ridurne l’impatto adottando una strategia di investimento consapevole, orientata al lungo periodo e basata su una corretta diversificazione. Nel tempo, alcune asset class come azioni, immobili o strumenti indicizzati all’inflazione hanno dimostrato una maggiore capacità di difendere il capitale.
L’obiettivo non è evitare l’inflazione, ma far crescere il proprio patrimonio a un ritmo superiore rispetto all’aumento dei prezzi. Un percorso che deve essere costruito in base all’età, agli obiettivi e alla situazione personale, mantenendo sempre una visione chiara e coerente nel tempo.