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Cambiamento climatico e finanza: perché i capitali stanno cambiando direzione

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Ciao! Cambiamento climatico e finanza. Perché i capitali stanno cambiando direzione?
Il cambiamento climatico non è più solo un tema ambientale, ma una variabile economica e finanziaria concreta. Oggi investitori, aziende e mercati stanno ridefinendo strategie capitali attorno alla transizione energetica e alla sostenibilità.
Partiamo dall'inizio. Perché il cambiamento climatico oggi ha effetti economici misurabili e non è più soltanto una questione ambientale. Principali motivi.
Rischi fisici. Eventi estremi più frequenti. Li pattiamo anche noi sul nostro territorio.
Alluvioni, siccità, ondate di calore. Cose che fino a un po' di anni fa mai viste.
Danni a infrastrutture. Pesanti in conseguenza di questi cambiamenti climatici. Raccolti, immobili e catene di approvvigionamento. Aumento dei costi assicurativi.
Addirittura ci sono compagnie che non assicurano più determinati rischi perché purtroppo sono diventati una costante o ci sono con frequenza. Rischi normativi. Governo e istituzioni introducono nuove regole su emissioni, energia e sostenibilità.
Le aziende più inquinanti possono affrontare tasse, limiti o costi aggiuntivi proprio per far sì che si adeguino ai cambiamenti che ci sono in atto. Rischi di mercato. Consumatori e imprese cambiano preferenze favorendo prodotti e tecnologie più sostenibili.
Anche sotto pressione dai media e dalle informazioni che sempre più frequentemente cita e lavora su queste situazioni. Alcuni modelli di business rischiano di diventare meno competitivi per forza di cose.
Transizione energetica. Sono necessari enormi investimenti in energie rinnovabili, reti elettriche, accumulo, mobilità elettrica ed efficienza energetica. Questo crea nuove opportunità di crescita e profitto.
Valutazione degli asset. Gli investitori cercano di capire quali aziende saranno favorite o penalizzate dalla transizione energetica. Alcuni asset legati ai combustibili fossili potrebbero perdere valore nel tempo. Per questi motivi molti investitori stanno riallocando capitale verso settori e aziende che ritengono più resilienti e meglio posizionati per la transizione energetica.
Non si tratta solo di una scelta etica, è sempre più una valutazione di rischio, rendimento e competitività futura. In sintesi, il cambiamento climatico è diventato una variabile economica perché influenza direttamente costi, ricavi, investimenti, regolamentazione e valore degli asset, cioè gli elementi che determinano i rendimenti finanziari. Il cambiamento climatico oggi non riguarda più solo ambiente, politica, ma anche economia e investimenti, come abbiamo appena detto.
La sostenibilità è diventata un fattore strategico per aziende, mercati e di conseguenza investitori. La finanza sta spostando capitali verso imprese capaci di adattarsi a questa nuova economia. Come collegare in modo concreto, con un esempio, queste situazioni? Nelle aziende le imprese investono sempre di più in efficienza energetica per ridurre i costi e i consumi.
E qualsiasi persona di noi che lavori in una grande azienda o in un'azienda sa quanta attenzione c'è adesso alla ricerca di questi modi nuovi di creare valore anche. Crescono gli investimenti in energie rinnovabili, tecnologie a basse emissioni. Le aziende monitorano e comunicano le proprie emissioni e i rischi climatici.
Le catene di fornitura vengono ripensate per essere più resilienti a eventi estremi e interruzioni. Nei consumi quotidiani vediamo l'enorme diffusione di auto ibride ed elettriche. Maggior attenzione all'efficienza energetica delle abitazioni, dagli isolamenti, le pompe di calore, i pannelli solari.
Crescita dell'offerta di prodotti sostenibili e riciclabili. Oggi si dà molta evidenza e lo sappiamo tutti a questi aspetti. Aumento della sensibilità verso gli sprechi energetici e il consumo di risorse.
Lo vediamo anche nei comuni con finalmente raccolte differenziate importanti, e riciclaggio di materiali.

Se voglio fare un collegamento economico vi riporto a ciò che viene influenzato direttamente. Decisioni di investimento delle aziende, domanda dei consumatori, costi di produzione e certamente profitti futuri delle imprese.
Per questo gli investitori osservano molto attentamente la transizione energetica. Le aziende che si adattano meglio ai nuovi scenari possono avere maggiori opportunità di crescita mentre quelle che restano indietro rischiano costi più elevati e perdita di competitività. Sinteticamente in una frase posso scrivere che il cambiamento climatico non è più solo una questione ambientale.
E' già visibile nelle scelte delle aziende e dei consumatori dagli investimenti in energie rinnovabili alle abitazioni efficienti, mobilità elettrica. La transizione sta modificando il modo certamente di produrre, consumare e investire con effetti concreti sull'economia, sui mercati finanziari. Direi in estrema razza sta modificando il nostro modo di vivere, il presente e certamente il futuro.
Obiettivi globali sulla transizione energetica, questo è molto interessante. Nei telegiornali ci parlano molto spesso, quando si parla di politica, obiettivi globali su questa benedetta transizione energetica. Accordi internazionali che si chiamano COP21, COP26 che hanno definito degli obiettivi precisi sulla riduzione delle emissioni.
Sono precisi obiettivi. Il focus è raggiungere Net Zero entro il 2050 e limitare l'aumento delle temperature globali. Credo sia noto a tutti che i ghiacciai si stanno sciogliendo, tutte le notizie che sempre sentiamo.
Questa situazione per forza di cosa sta accelerando gli investimenti in energia pulita, innovazione e sostenibilità. Le aziende più preparate alla transizione stanno attirando sempre più capitali. Però torniamo a quelle sigle che vi ho appena citato.
COP21, quando ci dicono a qualche telegiornale che cos'è COP21, è la conferenza sul clima delle Nazioni Unite tenuta a Parigi nel 2015, 11 anni fa. Da questa conferenza è nata l'Accordo di Parigi in cui quasi tutti i paesi del mondo si sono impegnati a mantenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto all'era pre-industriale e puntare a 1,5 gradi. Qui Parigi 2015 COP21.
Poi COP26 è la conferenza sul clima di Glasgow nel 2021. Ha rafforzato gli impegni dell'Accordo di Parigi chiedendo ai paesi di aumentare le riduzioni delle emissioni e accelerare la transizione energetica. È stata anche la prima COP a menzionare esplicitamente la riduzione del carbone e dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili.
Poi veniamo a Net Zero, l'obiettivo 2050. Net Zero significa emissioni nette zero. Le emissioni di gas serra prodotte vengono ridotte il più possibile, quelle residue vengono compensate tramite assorbimenti, foreste, suoli, tecnologie di cattura del carbonio e in pratica si va verso il 2050 dove il bilancio netto delle emissioni di gas serra negli obiettivi dovrà essere pari a zero.
Collegando i tre elementi, l'Accordo di Parigi denominato COP21 ha fissato l'obiettivo globale. Glasgow 2021, il COP26 ha spinto ad accelerare l'azione. Net Zero è il traguardo finale di emissioni nette pari a zero verso su cui molti paesi e aziende stanno orientando strategia e investimenti.
Questo giusto per fare un po' di chiarezza tra tutte le sigle con le quali cercano di spiegarci queste cose. Come vengono selezionate queste aziende? Sempre più investitori analizzano aziende con obiettivi climatici concreti e misurabili. Entrano in gioco criteri come emissioni di CO2, efficienza energetica e capacità innovativa.
Come abbiamo detto i cosiddetti Science Based Targets servono proprio a misurare questi obiettivi, si chiamano SBT, e l'idea è individuare le aziende più solide nel lungo periodo. Vi porto un esempio di azienda facile per tutti per fare il collegamento, parliamo di Tesla, lo conoscete tutti. Tesla ha trasformato la sostenibilità in un vantaggio competitivo attraverso auto elettriche ad alte prestazioni, innovazioni nelle batterie, via via sta continuando questo processo di innovazione, sviluppo di sistemi di accumulo energetico, forte identità legata alla transizione energetica.
Se parlo di Tesla parlo di auto elettriche. In questo caso la sostenibilità non è più solo un valore etico ma un elemento che genera vendite, crescita e attrazione di capitali. Un altro esempio, ci sono altre aziende che passano da, è un'azienda norvegese, Ørsted, che è passata da operatore legato ai combustibili fossili a leader mondiale nell'eolico offshore.
La sua trasformazione ha permesso di posizionarsi in un mercato in forte espansione. Quindi alcune aziende utilizzano sostenibilità e innovazione come vantaggio competitivo sviluppando prodotti e servizi in linea con la transizione energetica. Tesla nelle auto elettriche, altre aziende che hanno creato la loro identità legata proprio alla transizione energetica e quindi la sostenibilità è diventata certamente una leva di crescita e creazione di valore per loro stesse e per gli investitori ovviamente.
Quindi grandi opportunità sul mercato.

E quindi si parla poi di conseguenza o insieme di ESG, tutti i giorni sentiamo parlare anche di ESG. I criteri ESG aiutano a valutare gli aspetti ambientali, sociali e di governance.
Spieghiamo intanto se qualcuno non lo sa o lo ricordiamo che cosa voglia dire ESG. E in italiano ambiente come un'azienda gestisce il proprio impatto ambientale, emissioni di CO2, consumo di energia, gestione dei rifiuti, uso delle risorse naturali. S, S social, come tratte dipendenti, clienti, fornitori e comunità, sicurezza sul lavoro, diritti umani, inclusione, formazione. G governance, governo societario, come è gestita l'azienda, trasparenza, etica, controlli interni, composizione del consiglio di amministrazione.
Vedete che ESG sembra una sigla molto molto un'acronimo molto semplice ma dietro c'è un lavoro molto profondo, molto strutturato. Un esempio pratico, un investitore che valuta un'azienda secondo criteri ESG potrebbe chiedersi: E, l'azienda riduce le proprie emissioni? S, garantisce condizioni di lavoro corrette? G, è gestita in modo trasparente e responsabile? Perché è importante? Perché l'idea è che aziende con buone pratiche ESG possano essere più resilienti ai rischi, meglio preparate ai cambiamenti normativi, più sostenibili nel lungo periodo. Quindi ESG è un insieme di criteri ambientali, sociali e di governance utilizzati per valutare la sostenibilità e la qualità della gestione di un'azienda, oltre ai tradizionali dati finanziari.
Molti fondi escludono settori come carbone, tabacco, combustibili fossili. Investitori molto importanti ai quali noi riusciamo a costruire, parlo di Fineco, investimenti anche strutturati, tailor-made, ci danno criteri molto precisi a volte sui quali lavorare e al di fuori di quelli non si può andare. Quindi oggi sono tanti investitori molto attenti a questi criteri e, come dicevo, non è una scelta etica, spesso è anche una strategia di gestione di un rischio futuro.
Le aziende meno sostenibili, questo è il più evidente, potrebbero infatti perdere competitività, certamente nei prossimi anni. Quindi i criteri ESG aiutano a valutare i rischi che potrebbero non emergere dai soliti bilanci aziendali. Un'azienda con elevate emissioni, scarsa attenzione ai lavoratori o problemi di governance potrebbe essere più esposta a future normative ambientali, sanzioni, controversie legali o danni reputazionali.
Per questo molti investitori considerano l'ESG uno strumento per identificare aziende meglio preparate ai cambiamenti economici e regolamentari dei prossimi anni. In una frase, ESG e rischio sono collegati perché le aziende meno sostenibili potrebbero affrontare costi e vincoli crescenti con l'inasprimento delle future regolamentazioni ambientali e sociali.
Strumenti per investire, è una grande opportunità quindi come di conseguenza possiamo ben intuire valutare investimenti anche in questo ambito.
Oggi esistono fondi e strumenti dedicati alla sostenibilità e alla transizione energetica, ce ne sono tanti. Fondi tematici, investi in un'azienda considerata leader nell'innovazione del clima, abbiamo ETF, c'è davvero di tutto e di più. Si tratta solo accompagnati di capire dove vogliamo andare e in quale modo, accompagnati dal nostro consulente finanziario.
Poi, come sempre e non mi stancherò mai di dirlo, soprattutto quando si va verso l'economia globale, per ottimizzare quello che è la performance del nostro investimento del tempo e abbattere quella che è la volatilità dell'investimento stesso, i PAC, i Piani di Accumulo Capitale, sono l'ideale per affrontare anche in questo caso mercati che sì offrono grandissime opportunità di crescita ma nel tempo e certamente con una certa volatilità. I vantaggi dell'investimento nel lungo termine con un approccio graduale li abbiamo già trattati tante volte, questa è l'occasione solo per ribadire il fatto che è la strada corretta da percorrere.
Certamente in conclusione il cambiamento climatico sta trasformando anche il modo di investire, di valutare le aziende, anche perché no, di un cambiamento della nostra vita perché la sostenibilità è sempre di più entrata nel nostro modo di vivere, quindi diventa una leva economica oltre che ambientale.
Nei prossimi anni molte delle aziende più forti saranno probabilmente quelle capaci di innovarsi e adattarsi alla nuova economia, al nostro stile di vita, a ciò che noi vogliamo.

 

Cambiamento climatico e finanza: perché i capitali stanno cambiando direzione

Il cambiamento climatico non rappresenta più soltanto una sfida ambientale, ma è diventato una variabile determinante per l'economia globale e per i mercati finanziari. Oggi investitori, imprese e istituzioni stanno ridefinendo le proprie strategie alla luce della transizione energetica, della sostenibilità e dei nuovi scenari economici.

Perché il cambiamento climatico influenza la finanza
Gli effetti del cambiamento climatico hanno conseguenze dirette sulle aziende e sugli investimenti. Eventi estremi come alluvioni, siccità e ondate di calore possono interrompere le catene di approvvigionamento, aumentare i costi assicurativi e ridurre la produttività di interi settori.

A questo si aggiungono nuove normative ambientali, che spingono le imprese a ridurre le emissioni e a investire in tecnologie più efficienti. Le aziende capaci di adattarsi a questo cambiamento risultano spesso più competitive e meglio posizionate per affrontare il futuro.

La transizione energetica cambia i mercati
La transizione verso un'economia a basse emissioni richiede enormi investimenti in energie rinnovabili, reti elettriche, mobilità sostenibile, efficienza energetica e innovazione tecnologica.

Per questo motivo sempre più capitali vengono indirizzati verso aziende che sviluppano soluzioni innovative e che dimostrano di essere preparate ad affrontare le sfide dei prossimi decenni.

Net Zero, COP21 e COP26: cosa significano
Uno degli obiettivi principali della comunità internazionale è raggiungere il Net Zero entro il 2050, ovvero emissioni nette pari a zero.

L'Accordo di Parigi (COP21) ha fissato i primi obiettivi globali di riduzione delle emissioni, mentre la COP26 di Glasgow ha rafforzato gli impegni dei Paesi per accelerare la transizione energetica.

Questi obiettivi stanno orientando le strategie delle imprese e influenzano sempre di più le scelte degli investitori.

ESG: un nuovo modo di valutare le aziende
Oggi la valutazione di un'azienda non si basa più soltanto sui dati di bilancio. Sempre più investitori utilizzano i criteri ESG:
  • Environmental: impatto ambientale ed emissioni.
  • Social: attenzione a dipendenti, clienti e comunità.
  • Governance: trasparenza, etica e qualità della gestione aziendale.

Le aziende con solide pratiche ESG sono considerate più resilienti, innovative e preparate ad affrontare i cambiamenti economici e normativi del futuro.

Investire nella sostenibilità
Per chi investe esistono oggi numerosi strumenti dedicati alla transizione energetica, come fondi comuni ed ETF tematici. Tuttavia, come per ogni investimento, è fondamentale costruire un portafoglio diversificato e adottare una strategia di lungo periodo.
Un approccio graduale, come il Piano di Accumulo del Capitale (PAC), permette di affrontare la volatilità dei mercati e partecipare alla crescita di settori destinati a giocare un ruolo sempre più importante nell'economia mondiale.
Il cambiamento climatico sta trasformando il modo di produrre, consumare e investire. Comprendere questi cambiamenti significa leggere meglio i mercati e cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica.
Nei prossimi anni saranno probabilmente le aziende più innovative, sostenibili e capaci di adattarsi ai nuovi scenari economici a creare il maggior valore per investitori e mercato.