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ETF: non sono tutti uguali (e sbagliare scelta costa caro)

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Ciao, sono Ottavio, Ottavio Corali. Oggi parliamo di ETF, che non sono tutti uguali e sbagliare scelta può costare caro.
ETF è un argomento molto importante, è una forma di investimento che oggi deve far parte di una pianificazione finanziaria corretta, completa, diversificata, anche per ottimizzare il prezzo del valore che sappiamo portare ai nostri clienti e alle persone che ci danno fiducia.
L'ETF è uno strumento che viene cavalcato moltissimo dai miei colleghi che fanno i consulenti indipendenti, ma in Fineco sono 18 anni che possiamo anche lavorare a parcella, per cui per noi l'ETF è diventato uno strumento assolutamente centrale nella nostra attività di crescita e sviluppo della nostra attività professionale. Pensate che solo nell'area di mia competenza siamo a circa un miliardo e mezzo di valore degli ETF nei portafogli dei nostri clienti. Lavoriamo a parcella, laddove necessario chiaramente, per cui per noi è uno strumento assolutamente centrale.
Mi sono preso degli appunti per la complessità che ha anche lo strumento e per fare chiarezza in maniera ordinata.
L'ETF Exchange Traded Fund è uno strumento passivo, oppure può essere attivo, ma che rappresenta un paniere di strumenti che vado a scegliere o a decidere insieme al mio cliente quale forma di investimento o di ottimizzazione del suo portafoglio. Facciamo un po' di chiarezza.
ETF azionari investono in aziende, quindi in quote di società. Compro un ETF azionario, quindi non compro una società ma compro un paniere di titoli. Possono essere globali, legati a un'area geografica specifica, oppure concentrati su grandi o piccole imprese.
In ogni caso stai partecipando alla crescita del mondo azionario. Bene, valore reale.
ETF obbligazionari. Qui prestiamo i soldi a stati o aziende in cambio di un interesse. Il rischio cambia molto in base all'emittente. Da titoli più sicuri a obbligazioni più rischiose, ma con rendimenti maggiori. Alcuni sono legati anche all'inflazione.


ETC, Exchange Traded Commodities. Lavoriamo sulle materie prime. Non investiamo in aziende, ma in questo caso in beni reali come l'oro, il petrolio, l'argento, il grano. Sono strumenti che si muovono spesso in modo diverso rispetto ai mercati tradizionali.
E poi ci sono gli ETF monetari. Sono i più conservativi e vengono usati come parcheggio della liquidità con rischi molto bassi, ovviamente con rendimenti contenuti. Nell'area che coordino li abbiamo sfruttati molto anche per gestire liquidità nel breve. Ce ne sono di tanti tipi, di tanti emittenti, per cui non sto a fare una specifica indicazione di uno strumento piuttosto che un altro. Ce ne sono tanti.
Crediamo, e ritorno su Fineco, su come lavoriamo in questo settore particolare, ci crediamo e ci abbiamo creduto talmente tanto che ne abbiamo quotati dei nostri, proprio Fineco, Fineco Asset Management per la precisione, ne abbiamo ben 32.

Poi ci sono, abbiamo detto, ETF passivi, smart beta, tematici o attivi.
Guardiamo le differenze.
ETF passivi replicano semplicemente un indice di mercato. Sono trasparenti, molto diffusi, sono stati primi anche, quindi molto facile se comprono TF sullo Standard & Poor’s 500 mi replicherà quell'indice.
ETF smart beta selezionano i titoli con regole precise, ad esempio valore, crescita, stabilità. E' già un attimino più complesso. Tematici seguono grandi trend come tecnologia, intelligenza artificiale o energie rinnovabili.
ETF attivi, queste sono la novità del mercato che è arrivato da un po' di tempo, sono gestiti da professionisti o algoritmi che cercano di battere il mercato, quindi non è più uno strumento passivo, ma all'interno di questo passivo c'è stata un'attivazione, quindi un'attività, quindi ETF attivi.
ETF ESG selezionano aziende sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale e di governance, quindi stiamo specificando ancora di più l'attività sulla quale voglio lavorare replicando quegli indici. Addirittura abbiamo poi gli ETF inversi e a leva.
Gli inversi guadagnano quando il mercato scende, mentre quelli a leva amplifichano i movimenti sia in positivo che in negativo.
Aggiungendo ci sono anche gli ETN, quindi Exchange Traded Notes, questi sono già più complessi, speculativi, quindi sono strumenti di debito sostanzialmente e normalmente replicano o cercano di lavorare su strumenti, su sottostanti, porto un nome noto a tutti, per esempio, che sono i Bitcoin.
Possono essere gli ETF ad accumulazione, quindi i dividendi vengono reinvestiti, il capitale cresce nel tempo, o a distribuzione.
Ci sono anche i ETF che distribuiscono dividendi mensili, semestrali, trimestrali, dipende da che cosa voglio andare a fare.
Replica fisica o sintetica, cosa significa? Replica fisica, compra direttamente i titoli, la seconda usa derivati per replicare l'indice. Il punto qual è? Non è capire che cos'è un ETF in generale, il punto è capire quali ETF ho davanti, perché dietro la stessa sigla ci sono strumenti completamente diversi, come abbiamo visto, logiche, rischi, obiettivi molto differenti.
La differenza sui mercati finanziari o negli investimenti non la fa tanto o solo lo strumento, ma la consapevolezza con cui lo utilizzi.
In poche parole ho cercato di sintetizzare, di fare un po' di chiarezza su questo mondo ETF, cosa si evince, spero e mi auguro è anche l'obiettivo di queste chiacchierate, è che per costruire un portafoglio in ETF, che sembra molto facile, dai nomi che rappresentano quello che voglio fare, ancor più si evince l'esigenza di colloquiare con un consulente finanziario, di fargli capire che cosa vorreste e poi perché no esprimere anche un desiderio, voglio un portafoglio costruito per buona parte in ETF oppure tutto in ETF e lui saprà costruirvi il portafoglio più adatto. In Fineco abbiamo strumenti molto precisi che possono costruire portafogli sulla base di quello che è la vostra esigenza, la vostra idea, il vostro obiettivo di investimento, sempre controllati e sempre guidati.

Fare da soli è estremamente rischioso, come si dice tanto bene o tanto male, ma vale la pena correre dei rischi quando in poche battute con un consulente finanziario, con gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione, si può davvero risolvere tra virgolette il problema. Aggiungo una nota, l'ETF non voglio pensare che sostituisca completamente anche l'approccio alle gestioni attive, alle SICAV. L'arrivo degli ETF, questa onda enorme che sta arrivando, che arriva, che ormai è un presente, neanche più arriverà, ha portato un grande vantaggio che è quello anche di costringere, fatemi usare questo verbo, i gestori dei fondi a gestione attiva delle SICAV a elevare il loro livello di qualità, di valore da portare sul mercato e quindi vedo sempre molto molto bene un portafoglio che sia anche composto da ETF e anche composto da gestione attiva, in maniera tale da ottimizzare il portafoglio che andiamo a costruire e gestirlo molto bene nel tempo e aspettarci quello che vogliamo ottenere.
Un'altra cosa ancora e parlo della mia esperienza in Fineco, che cosa abbiamo costruito anche: gestioni attive di fondi passivi, si chiamano passive underlyings, quindi abbiamo costruito dei contenitori dove all'interno ci sono solo ETF, qual è il vantaggio? Perché è stato fatto? Il vantaggio è sfruttare l'interesse composto, quindi il vantaggio fiscale, l'ottimizzazione fiscale dei movimenti all'interno di questi contenitori. Voi pensate, non voglio complicare più di tanto l'esposizione, ho un portafoglio di ETF, pago la parcella al mio consulente finanziario e per movimentare e gestire nel tempo questo portafoglio, per comprare e vendere, quando vendo, laddove c'è una plusvalenza, pago la ritenuta fiscale. Voi provate a pensare invece 10 anni, 15 anni di gestione attiva dei fondi passivi all'interno di un contenitore che mi fa sempre lavorare al lordo.
Certo, alla fine pagherò la ritenuta fiscale, ma la sposto avanti nel tempo e in tutto questo tempo andrò a sfruttare un maggior capitale a disposizione dato semplicemente dalla non obbligatorietà del pagare la ritenuta fiscale su ogni movimento. Per maggiori informazioni siamo qua apposta per voi e ragionarne insieme. Spero di essere stato sufficientemente chiaro, di aver fatto così un attimino più di luce su questo mondo.
Vi lascio con una battuta per farvi capire durante la mia vita quotidiana questo gran parlare di ETF che va benissimo, ma poco tempo fa un signore che stava giocando a golf con me, gioco talmente bene che poi dopo pochi metri di passeggiata si parla di lavoro, mi ha detto ma cosa ne pensi di questi ET? Allora l’ho guardato ridendo e dico ET chi? ET telefono casa come il famoso film o di che cosa stiamo parlando? Ecco con una battuta rivolgetevi sempre a un professionista che possa aiutarvi a muovervi correttamente in questo mondo complesso, ma se c'è qualcuno che ci guida diventa una grande opportunità per tutti.

 

ETF: non sono tutti uguali (e sbagliare scelta costa caro)

Gli ETF sono diventati uno degli strumenti più importanti del momento, fondamentali per costruire una pianificazione finanziaria corretta, completa e diversificata. Tuttavia, la loro popolarità nasconde un'insidia: pensare che "uno valga l'altro" o fare da soli senza una strategia può costare molto caro.
Dietro la stessa sigla si nascondono infatti logiche, rischi e obiettivi completamente differenti. Un ETF non è un singolo titolo, ma un paniere di strumenti che cambia radicalmente a seconda del contenuto: dai mercati azionari e obbligazionari, fino alle materie prime (ETC) e alle soluzioni monetarie per gestire la liquidità a breve termine.
Il mercato si è evoluto profondamente. Oggi non esistono solo gli ETF passivi che replicano un indice, ma si sono affiancati gli ETF tematici, legati ai grandi trend come l'intelligenza artificiale, gli ETF ESG e i nuovi ETF attivi, gestiti da professionisti con l'obiettivo di battere il mercato. A questi si aggiungono scelte tecniche cruciali, come la differenza tra ETF ad accumulazione o a distribuzione, e tra replica fisica o sintetica.
La vera differenza sui mercati finanziari non la fa solo lo strumento, ma la consapevolezza con cui lo si utilizza. Per questo motivo, la costruzione di un portafoglio richiede il confronto con un consulente finanziario, capace di guidare le scelte ed evitare i rischi del "fai da te".
Un aspetto centrale è l'efficienza fiscale. Gestire un portafoglio di ETF in autonomia significa pagare la ritenuta fiscale su ogni plusvalenza a ogni movimento. Attraverso soluzioni evolute come le gestioni di fondi passivi (i cosiddetti Passive Underlyings), è invece possibile lavorare al lordo, spostando in avanti nel tempo il carico fiscale e sfruttando al massimo la potenza dell'interesse composto.
In conclusione, l'arrivo degli ETF non sostituisce la gestione attiva tradizionale, ma ne eleva la qualità. Un portafoglio moderno ed efficiente nasce dall'integrazione intelligente di entrambe le soluzioni, sempre sotto la guida di un professionista che sappia trasformare la complessità dei mercati in una grande opportunità.