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SELEZIONE: Attrarre, scegliere, far crescere

Selezione

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Ciao, sono Ottavio, Ottavio Corali. Oggi voglio parlarvi di selezione, attrarre, scegliere e far crescere delle persone in una professione. Lavoro sempre molto attentamente sulla selezione della persona che ho davanti, al candidato che ho davanti, a seconda della provenienza, a seconda dell'esperienza.
Non chiedo mai quanto portafoglio hai, non mi interessa, non mi serve. Ho inserito da quando sono in Fineco poco più di 300 persone in questa professione, direi altre 50-60 quando ero nell'esperienza precedente in Fideuram. Ci credo molto, è un'attività molto importante, fa crescere l'azienda, fa crescere il team che coordini, fa crescere te che hai la fortuna di rapportarti con tante professionalità o esperienze diverse.
È una grande responsabilità, la prima grandissima responsabilità a chi fa il mio mestiere e si dedica molto alla selezione è una responsabilità morale nei confronti del candidato che ho davanti, indipendentemente dall'età e dell'esperienza. Ancor di più se è una persona che ha già un percorso professionale significativo, sia per età, magari, che per livelli raggiunti, perché se non valuti bene le cose, le approfondisci, rischi di far entrare sì nella tua struttura una persona, ma una persona che non sarà mai con te e crei una situazione di disagio forte che si va a riflettere anche sulla vita personale di quest’ uomo o di questa donna che ho davanti o di questo giovane che rimane deluso e quindi pongo molta attenzione alla persona. Perché? Perché so che con gli strumenti che ho a disposizione, con la struttura che ho a disposizione, con tutto ciò che posso permettermi di sfruttare per far crescere chi ho davanti, non mi interessa qual è il suo portafoglio, mi interessano le motivazioni, i sogni che ha.
La nostra è un'attività che se svolta con impegno e passione può portarti a realizzare tutti i sogni che hai. Lo dico dopo 41 anni abbondanti di lavoro e con la certezza di avere cambiato la vita a tante tante tante persone, ma non per il guadagno, il guadagno è una cosa che arriva di conseguenza e guadagnare tanto o poco è un fatto sempre molto soggettivo. Professionalità, gestione del tempo, passione, ogni mattina che ti alzi dal letto avere uno scopo, sapere che cosa vuoi fare, sapere che stai lavorando al meglio nel settore che hai deciso essere quello del tuo futuro come professione.
Oggi siamo attrattivi, in Fineco in particolare, perché possiamo fare davvero consulenza finanziaria, quindi traduco, lavorare certamente a parcella senza nessuna pressione commerciale, devo ascoltare un cliente, dargli quello che a lui serve dopo averlo ascoltato. Si possono permettere in pochi oggi di farlo in questo settore, sottolineando che tutti i miei colleghi sono assolutamente certo, indipendentemente dalla mandante, che lavorino nell'interesse del cliente col meglio che hanno a disposizione.
Oggi siamo attrattivi in particolare su due settori molto diversi, il primo chi mi arriva dalla banca tradizionale o da settori vicino al mio, quindi qua devi fare grande attenzione perché è un salto professionale non indifferente, non è la stessa cosa seguire clienti in banca anche a livello private o ai livelli più elevati e diventare consulente finanziario, sintetizzo a partita IVA, quindi se diventi anche devi avere o acquisire una mentalità anche imprenditoriale, devi lavorare su te stesso, essere manager di te stesso prima di tutto, certamente affiancato, accompagnato, formato, tutto ciò che serve, ma dopo 20, 25, 30 anni di lavoro dove lavori magari non ti trovi benissimo, ma comunque il tuo mondo, sai muoverti, staccare la spina da una parte, attaccarla da un'altra in un mondo completamente diverso, non è così semplice e subentra la paura che è giusto che ci sia, perché la paura se ben gestita è quella che ci fa leggere fino all'ultima riga e ci fa fare anche l'ultima delle domande che mai avremmo pensato di porre a colui il quale abbiamo di fronte, ma va fatta, la paura è una cosa sana, diventa un problema nel momento in cui mi blocca e quindi diventa terrore e quindi è meglio rimanere, proseguire sul cammino che stiamo facendo e va bene così, non c'è nessun problema.


L'altro mondo fantastico che sto approcciando come inserimenti in struttura è quello dei giovani, neolaureati, abbiamo dei percorsi a loro dedicati, beginner li chiamiamo, quindi vengono formati, affiancati, portati ad avere successo in questa professione, fermo restando che, nell'uno e nell'altro caso, la motivazione, il motivo per il quale voglio approcciare un cambiamento deve essere forte, ci deve essere e ognuno ha il proprio, io lo devo solo ascoltare, assecondare e prolungare questi sentimenti positivi, non è un mestiere facile, perché se fosse facile è un mestiere dove ti alzi, almeno io dopo 41 anni, con la passione per il lavoro che fai, lavori nell'interesse del cliente, con i migliori prodotti sul mercato, la miglior piattaforma europea nel mio caso in Fineco, gestione del tempo, gestione della relazione, si accantona molto bene anche per quando smetteremo l'attività, si guadagna bene, fermo restando l'interesse del cliente e il rispetto del cliente, ma se fosse facile avrei la fila fuori, ma così non è, perché a un certo punto ci si deve rapportare con se stessi. E' molto bello anche con i giovani, perché li formi, li vedi, li fai crescere, li fai diventare uomini, professionisti, è una cosa straordinaria. Le sensazioni positive più belle sono non tanto quando un collega vedo che ha successo per la fattura che ha tutti i mesi, quanto perché qualcuno entra o più di uno mi dice l'avessi fatto prima, ma non conta, le scelte vanno fatte al momento in cui te la senti e soprattutto quando mi dicono avevi ragione, mi è cambiata la vita, sto molto meglio e alzarsi alla mattina con uno scopo e col sorriso e la voglia di tornare a lavorare è una cosa sensazionale.
La selezione per me rimane uno degli aspetti più belli della mia attività manageriale tutti i giorni, mi auguro di continuare a incrementare il mio gruppo, perché imparo, imparo da chi arriva dalla banca, imparo da questi giovani tecnologicamente avanzatissimi, preparati tecnicamente in una maniera straordinaria e sono tutte opportunità di crescita anche per chi come me fa da tanti anni questo lavoro.
Uno degli aspetti più importanti nella mia professione ed è stato l'aspetto più importante quando nel 1984, alla fine dell'84 l'ho approcciata per cominciare nell'85, è stata la chiarezza che mi è stata veicolata, esposta nel dirmi più fai, più puoi costruire per te, quindi qua non c'è limite, non c'è un limite, il limite o la grande opportunità è la persona che ho di fronte, è uno spettacolare modello meritocratico, sia in termini di crescita professionale, quindi esclusivamente dedicato alla clientela, piuttosto che per chi ha le caratteristiche, la voglia percorsi di carriera, quindi da zero posso arrivare davvero dove voglio arrivare, mai da soli, ma non c'è limite, questo è un aspetto che valuterei in questa professione perché è straordinariamente semplice, non c'è limite alla crescita.
Spero di avere fatto chiarezza anche su cosa vuol dire fare selezione, che a volte non c'è molta trasparenza sotto questo punto di vista, oppure si generano delle credenze in chi approccia questo mestiere sbagliate, spero anche di avere magari motivato qualcuno che mi sta ascoltando, che lavora in banca, vuole approcciare questa professione, a mandarmi il curriculum e facciamo due chiacchiere insieme.

 

Selezione: attrarre, scegliere, far crescere

Fare selezione non è una questione di cifre o di portafogli: è un’attività che richiede prima di tutto una profonda responsabilità morale nei confronti della persona che si ha di fronte. In oltre quarant'anni di carriera, l'obiettivo principale nell'inserire nuove figure in questa professione è sempre stato quello di valutare le motivazioni reali, la passione e i sogni di ciascun candidato, ponendo al centro l'individuo prima ancora del professionista.
Il modello espresso da Fineco è oggi fortemente attrattivo perché permette di fare vera consulenza finanziaria, offrendo la libertà di lavorare a parcella e di ascoltare i bisogni reali del cliente, senza la pressione commerciale dei prodotti tradizionali. Questa trasparenza operativa si riflette anche nei percorsi di inserimento, che oggi si rivolgono principalmente a due realtà molto diverse tra loro.
Da un lato ci sono i professionisti che provengono dalla banca tradizionale. Per loro il passaggio alla consulenza rappresenta un salto importante, che richiede l'acquisizione di una mentalità imprenditoriale e la capacità di diventare manager di se stessi. In questo percorso il timore del cambiamento è naturale e sano: se ben gestito, diventa lo stimolo per porsi le domande giuste e affrontare la nuova realtà con la massima consapevolezza.
Dall'altro lato ci sono i giovani neolaureati, per i quali sono strutturati percorsi di inserimento dedicati (i programmi Beginner). Questa professione offre alle nuove generazioni un modello meritocratico unico, sia in termini di crescita manageriale che professionale. Si tratta di un percorso senza limiti predefiniti, dove la formazione e l'affiancamento costante permettono ai giovani di trasformare il talento in una solida carriera.
In conclusione, la selezione e la crescita del team rimangono tra gli aspetti più stimolanti dell'attività manageriale. Vedere un professionista o un giovane talento avere successo e riappropriarsi del proprio tempo e della propria serenità è la soddisfazione più grande. Se operi nel settore bancario o sei un giovane ambizioso e desideri confrontarti su queste opportunità, ti invito a inviarmi il tuo curriculum per fare una prima chiacchierata insieme.