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Consulente Finanziario: Chi può avere successo?

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Chi può avere successo come consulente finanziario? È una domanda che mi viene posta con una certa frequenza ultimamente. Non esiste un profilo perfetto per diventare consulente finanziario. Ciò che accomuna le persone che costruiscono una carriera di successo e la voglia di crescere: imparare, creare relazioni di fiducia nel tempo, impegnarsi con passione tutti i giorni.
In Fineco valorizziamo i percorsi diversi, i talenti diversi, mettendo al centro il potenziale delle persone. Quindi non è necessario essere laureato in economia. Ho esempi di successo con bellissime lauree in filosofia. Non ci vogliono anni di esperienza. Serve l'esperienza? Sì, certo.
Ma soprattutto serve la voglia di fare una cosa. Cito ogni tanto un insegnamento di un certo maestro Yoda. Si ritorna a Guerre Stellari.
Fare o non fare? Non c'è provare. Fare o non fare significa che se faccio ci sto, fino in fondo. Poi c'è chi può arrivare a un successo in periodo X, un altro magari Y, ma voglio fare.
Allora, la domanda esiste il candidato perfetto? Sì, colui il quale davvero, con coraggio, con dedizione, voglia fare questo mestiere. Ho tanti esempi. C'è gente che ha costruito portafogli eccellenti in tempi stretti, chi ci ha messo un po' più di tempo.
C'è una regola. Lo dicevo ieri in un'aula di tanti colleghi che stanno crescendo o anche volendo migliorare il proprio percorso. L'importante è avere l'agenda piena.
Proprio stamattina ero in ufficio a Brescia un po' prima delle 8. C'era un ragazzo che ha cominciato un paio di mesi fa. Era ieri in aula con noi e ha detto io ieri sera dopo l'aula ho aperto un altro rapporto e oggi ho sei appuntamenti. Fantastico.
Questa è la regola per avere successo. Non ce ne sono altre. Oggi vedo tanta esposizione nei social, trasversali, giovani, meno giovani.
Se andiamo sui social diventiamo una commodity. Se un cliente ci sceglie perché siamo stati sul social, sì, va bene, assolutamente sì, ma a corollario di un mestiere che è fatto di relazione. Quindi la persona, il mio potenziale cliente, lo devo guardare negli occhi.
Lui mi deve guardare negli occhi. Facile? No. Perché se fosse facile, come dico spesso, avremmo la fila.
Ci vuole curiosità, entusiasmo, voglia di imparare. Questi sono i punti di forza. Indipendentemente dalle età o dai percorsi.
Grande anche onestà verso se stessi. Come dico spessissimo, non è importante come si imposta il proprio lavoro. L'importante è che ci sia serietà verso i colleghi, verso i clienti, perché questo fa immagine, fa squadra.
Poi c'è chi si impegna tantissimo, ha passione, vuole arrivare a 100. C'è chi si accontenta di essere a 70. Non esiste pressione.


Nel mio stile e nello stile, parlo di Fineco, stile Fineco. Come dico spesso, chi vuole fare 70 e potrebbe fare 100, va benissimo. L'importante è che non disturbi coloro i quali vogliono fare 100.
Poi va benissimo. Il loro contributo è sempre importante. Siamo una squadra enorme, grande. Possiamo ingrandirci ancora. Va bene così, non c'è problema. Si chiama rispetto, rispetto reciproco.
Anche i giovani in questo contesto sono una risorsa importantissima. Ma non solo, come ho detto in altri interventi, perché rappresentano un passaggio generazionale, il futuro di questa professione. I giovani oggi, io sono entusiasta di aver sfruttato il progetto giovani fin dalla nascita perché accogliamo ragazzi di 23, 24, 25 anni.
Hanno una testa incredibile, una velocità di apprendimento fantastica, una visione delle stesse cose che abbiamo tutti sotto gli occhi, completamente diversa. E mi piace moltissimo quando colleghi che hanno 150, 200, 250, 300 milioni di portafoglio mi dicono facciamo un incontro anche con i più giovani, con quelli appena arrivati. Perché la loro competenza tecnologica è neanche un 7 a 0 rispetto a me. Non voglio neanche dire il numero. Ma loro rappresentano una visione diversa e ci interessa. Perché, come dico spesso a tanti colleghi, dietro al mio cliente che mi segue da 20 anni, 25 anni, 30 anni, ci sono dei figli che oggi hanno 20, 22, 23, 25 anni.
Le san tutte. E quindi è meglio capire come ragiona anche la loro testa. E quindi pensate alla bellezza di questa professione dove, torno là, non esiste il profilo perfetto.
Incontro colleghi che hanno un potenziale di crescita, magari stanno lavorando in banca, straordinario, ma se non hanno il coraggio di prendere questa decisione, questa mancanza di coraggio che si chiama paura e che li blocca, va rispettata. Così come dico a loro, non trovatevi alibi. Ci sta che stiate benissimo lì.
Quindi non mi piace quando qualche potenziale collega mi dice ma sì, se avessi dieci anni in meno, sceglierei la professione. Se avessi dieci anni in più, se avessi i capelli lunghi, se avessi i capelli, se li avessi biondi, mori. Non c'è problema.
Il profilo ideale non esiste. Esiste quel profilo perfetto per avere successo che è colui il quale vuole mettersi in gioco, che c'ha curiosità, passione, non vuole limiti. Prendo esempio su me stesso che ama la sfida.
Allora lì, insieme, costruiamo un percorso che per forza sarà di successo. Perché c'è un mercato che mi sta cercando. Ci sono opportunità di crescita straordinarie.
C'è il mercato potenziale, il bacino di utenza che è veramente importantissimo e penso che, sono sicuro, che questi numeri che tutto il settore sta producendo, che sono numeri straordinari rispetto a qualche anno fa, vedranno una crescita nei prossimi tre, cinque anni assolutamente esponenziale. Però voglio persone che abbiano passione per la cosa che fanno, ci mettono la testa e tutti i giorni cerchino con pianificazione, organizzazione, metodo e disciplina di fare il meglio per loro stessi, per la loro clientela e di conseguenza per tutti quanti noi.
Qual è il profilo ideale per diventare consulente finanziario? Per Ottavio Corali non esiste un percorso perfetto: età, laurea ed esperienza possono essere diverse, mentre curiosità, passione, capacità relazionali, impegno e voglia di imparare rappresentano elementi fondamentali.
Nel video, Ottavio approfondisce le caratteristiche che possono favorire una carriera nella consulenza finanziaria, dalla capacità di costruire relazioni di fiducia con i clienti all'importanza di metodo, pianificazione e disciplina.
Un focus anche sui giovani e sul valore del confronto tra generazioni, sulle competenze tecnologiche e sulla necessità di mettersi in gioco per costruire nel tempo il proprio percorso professionale.