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Donne e finanza quando il bias colpisce chi fa questo mestiere

Leadership

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Ciao, sono Ottavio, Ottavio Corali. Oggi parliamo di un argomento a me molto caro, donne e finanza quando il bias colpisce chi fa questo mestiere.
Dicevamo donne e finanza quando il bias colpisce chi fa questo mestiere.
Ci tengo talmente tanto che mi sono preso anche gli appunti. Ho la fortuna di avere nella struttura che coordino ben 54 donne e in molti contesti si dà per scontato che un private banker uomo sia più autorevole. E allora ci abbiamo lavorato sopra perché ho notato nel corso del tempo, e qualche donna poi magari non mi vorrà tanto bene, che a volte trovo che il primo nemico della mia collega, della donna, sia la donna stessa.
Allora ci abbiamo lavorato sopra, ne abbiamo discusso, ci siamo messi in riunione, ne abbiamo parlato. E è vero, aggiungo purtroppo, ma non è nella realtà che vivo io professionalmente, ma sentendo fuori che una donna debba spesso dimostrare molto più del suo collega uomo. Io ho la fortuna di non aver mai vissuto anche questa cosa, nonostante abbia una certa età, nemmeno in famiglia, perché io e mia sorella e mio padre non abbiamo mai aiutato mia madre.
Ognuno aveva il proprio compito, e non c'è mai stata differenza tra uomo e donna. E quindi trovarlo sul mondo del lavoro è fastidioso.
Non amo le quote a rosa, coerentemente con quello che ho appena detto.
Una donna è uguale a un uomo, se un uomo è bravo è bravo, se una donna è brava è brava, se una donna è più brava di un uomo è più brava di un uomo. Molto semplice. Fortunatamente nel mio ruolo manageriale, in questo tipo di contesto professionale, in questa azienda posso esprimere al meglio questo che per me è un valore, è un concetto di base, non c'è nessuna differenza.
Anzi, nella mia attività ho coordinato tante donne nel corso degli anni e ho sempre riscontrato una serie di qualità molto importanti rispetto a un uomo, se vogliamo mettere sulla bilancia delle differenze. Delle differenze, non c'è uno più bravo, uno meglio, uno peggio, delle differenze però che sono reali e lo dico da uomo. Intanto la donna è più equilibrata di un uomo.
Noi maschietti per caratteristica ci gasiamo nei momenti di positività, ci abbattiamo e anche con una certa velocità nei momenti di difficoltà, ma proprio anche nella gestione del portafoglio del cliente, delle aspettative, di quelli che sono i momenti di tensione, una donna rimane sempre molto equilibrata, è nella natura stessa della donna questo equilibrio. Noi uomini no, noi uomini siamo quelli che a 37,1 di febbre si mettono a letto, sono disperati. Se fate caso alle pubblicità anche delle medicine qui adesso che arriva l'inverno, quello che si ammala, che sembra morto, che prende la pastiglia, che lo rimette in vita, è un uomo e questo si riflette anche sul lavoro.


Le donne sono stupende sotto questo punto di vista, non ho mai vissuto anche il luogo comune che se una donna va da un uomo non viene presa con la serietà professionale con la quale dovrebbe essere presa. Non è vero, vale per un uomo, vale per una donna, dipende come ti poni. Sanno ascoltare meglio, c'è una velocità relazionale più importante, molto spesso entrano in empatia più velocemente col cliente, indipendentemente dall'età questo.
Siccome ci credo molto, vi porto un'esperienza recente che abbiamo costruito per le nostre donne, fatemelo passare, ma proprio per il valore che hanno, perché voglio che esca ancora di più questo valore. Diviso in tre gruppi da 18 persone, 18 perché 54 diviso 3 veniva bene, è un numero gestibile. Abbiamo investito molto su un percorso di coaching con delle professioniste di altissimo livello che abbiamo cercato e trovato sul mercato anche per conoscenze personali e abbiamo vissuto dai riscontri che ho tre momenti stupendi, con dei riscontri che sono andati al di là di ogni più rosea aspettativa e ovviamente, lo sottolineo, erano totalmente dedicati al gruppo delle donne, delle professioniste che lavorano con me.
Quindi non c'era Ottavio o qualcuno della struttura manageriale o qualche collega, no, solo donne. Avevamo aperto questo percorso dedicando in maggio una giornata intera a tutto il gruppo delle donne, portando testimonianze di successo, lì proprio per favorire ancora più, non è una complessità che ho in area, ma preferisco sempre prevenire che curare. Quindi 54 donne in aula, 54 private banker in quest'aula invitati e testimonianze femminili di successo di primo ordine da una pallavolista famosissima che è Maurizia Cacciatori, piuttosto che un momento ludico anche con una attrice comica, piuttosto che un momento di formazione tecnico-commerciale da un'importantissima casa di investimento rappresentata da esponenti femminili, perché sono brave.
E da qui abbiamo costruito il percorso che a gran voce mi stanno chiedendo tra qualche mese di ripetere e molto volentieri. È un modo anche questo di sostenere e di valorizzare la crescita all'interno del team della figura femminile, a maggior ragione e coerentemente con quello che ho detto prima, ho trovato anche due persone, due, la dico come va di modo adesso, due persone di genere femminile, secondo me e secondo i miei colleghi estremamente adatte a intraprendere la carriera manageriale, e non c'è stata alcuna esitazione, devo dire con riscontri immediati eccellenti e quindi non ho avuto nessun tipo di pressione da chi che sia per le famose quote rosa, erano brave, sono brave, ne avrò altre, altre ne stanno crescendo e non dovrò rispettare, ripeto, percentuali strane tra uomini e donne.


Chi è bravo, chi ha la motivazione, chi ha il talento, cresce in un ruolo o in un altro che può essere il professionista che si dedica solo ai clienti, piuttosto che no anche il ruolo manageriale, non c'è nessun tipo di preclusione e nel mio ruolo di leader mi sento e devo essere assolutamente un facilitatore di equità, quindi non avere nessun tipo di pregiudizio, premesso che non ce l'ho e ci sono nato senza pregiudizi di questo genere, mi auguro che il mondo tolga laddove ci sia ancora questo tipo di atteggiamento anche quest'ultimo ostacolo, ma nell'area che coordino il percorso, la scelta deve essere libera così come la richiesta al sottoscritto, sempre senza paura di essere giudicati o di fare una brutta figura, passatemela, si è liberi di scegliere il proprio percorso indipendentemente dal fatto che sia uomo o donna e lì è un punto molto molto importante per l'esercizio della mia leadership, ovvero a tutti i livelli e in tutte le situazioni assolutamente essere un facilitatore di equità.
Una cosa che mi lascia sorpreso è non avere la fila delle donne fuori dal mio ufficio per fare il mio mestiere e ogni tanto mi viene il dubbio che nell'immaginario collettivo femminile questo lavoro sia un lavoro maschile, no, è un lavoro sia per uomini che per donne, anzi pensate solo, care donne che mi state ascoltando, alla gestione del tempo, pensa a una famiglia, volente o nolente noi papà dedichiamo meno tempo ai figli e alla famiglia, è la mamma, pensate solo alla gestione del tempo, non dovete chiedere il permesso a nessuno, andate con i vostri figli quando volete, ci riesco io da papà, ci sono sempre riuscito e per me è un vantaggio straordinario del mio mestiere di avere una partita IVA e di entrare in questo settore che tra l'altro è in pieno sviluppo, la gestione del tempo e questo unitamente al fatto che sono sempre un po' troppo poche le donne che vedo sedute davanti a me per fare un colloquio di approfondimento banalmente sulla mia attività, allora mi viene il dubbio che uno dei bias che una donna mette a se stessa sia proprio, ma è un lavoro da uomo, no, è un lavoro per tutti e anzi come ho avuto occasione di dire durante questo intervento, le donne hanno tante tante qualità esercitabili in questo settore che sono assolutamente vincenti.

 

Donne e finanza: superare i bias e valorizzare il talento femminile

Oggi voglio parlarvi di un tema a me molto caro: donne e finanza, e di come i bias possano colpire chi fa questo mestiere. Ho la fortuna di coordinare 54 donne nella mia struttura, e ho notato che spesso, nella percezione comune, un private banker uomo viene considerato più autorevole. Ma questa è una convinzione sbagliata: competenza, equilibrio e talento non dipendono dal genere.

Ho sempre creduto che una donna possa essere uguale o più capace di un uomo, e la mia esperienza lo conferma. Le donne che coordino si distinguono per equilibrio emotivo, capacità relazionale, empatia e una visione più stabile nella gestione dei portafogli dei clienti. Queste qualità rendono la loro professionalità straordinaria.

Per valorizzare questo talento, abbiamo costruito un percorso dedicato alle donne del mio team: sessioni di coaching con professioniste di alto livello, testimonianze di successo da figure femminili di spicco come Maurizia Cacciatori e momenti ludico-formativi con esperte di investimento. I risultati sono stati eccellenti: le partecipanti hanno acquisito strumenti per crescere e sviluppare leadership, senza alcuna distinzione di genere.

Nel mio ruolo manageriale, il mio compito è facilitare equità e valorizzare il talento, creando percorsi liberi da pregiudizi, dove uomini e donne possano esprimersi al meglio. Credo fortemente che la finanza sia un settore aperto a tutti: capacità, motivazione e talento sono ciò che conta davvero, non il genere.