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Bias e comportamenti finanziari: numeri che spiegano le nostre scelte

Finance

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Ciao, sono Ottavio Corali, oggi voglio parlarvi dei bias, degli errori che commettiamo, le cattive abitudini e perché sabotiamo i nostri investimenti con i nostri comportamenti.
Le scelte finanziarie raramente sono razionali, molto spesso sono emozionali e vi passo la mia esperienza, se posso e con molta tranquillità e modestia, l'8 marzo faccio 41 anni di questa attività. Emozioni, convinzioni, bias cognitivi, eccesso di confidenza, ho sentito dire che … molto spesso le nostre scelte finanziarie sono così, un pochettino irrazionali compro o vendo a seconda di come va il mercato o delle notizie che sentiamo al telegiornale spesso.
Non ho mai sentito, se ci fate caso, credo che siate d'accordo con me, mai sentito dopo lunghi periodi di rialzi sui mercati azionari, ai telegiornali aprirli con, anche oggi, giornata molto positiva e creati X miliardi in borsa. Al primo stormir di fronde, come si dice, al primo calo, crollo dei mercati, oggi bruciati in borsa. Allora vado tanti anni indietro, mi rifaccio ai latini, a volte la domanda da porci è “Cui prodest?” a chi giova questo tipo di informazione, per quale motivo? E allora dovremmo avere la freddezza se abbiamo fatto un piano, se ci siamo affidati a un consulente finanziario che non è un indovino, è colui il quale può aiutarvi a mantenere una rotta su un percorso che avevamo stabilito. Allora ecco che queste cose cominceranno a scivolarci addosso e nel tempo, che è il nostro alleato più importante, capire che sono piccoli episodi che nel corso degli anni ci dimenticheremo anche e avremo visto invece che cosa? La realizzazione di quello che volevamo ottenere.

Ciò premesso, come si dice, guardiamo qualche numero, perché i numeri ci sono, ce li abbiamo. Parliamo del valore di rimanere investiti. Molto spesso non lo sappiamo, non ci facciamo caso, non siamo informati e mi sono preparato. Quindi ad esempio, facciamo un esempio, 10.000 euro investiti per dieci anni con un versamento mensile che stabiliremo e abbiamo investito 10.000 dollari, ma quello dell'investimento mensile lo vediamo dopo. Facciamo finta di investire oggi 10.000 dollari e aver fatto un programma con il nostro consulente finanziario, li voglio vedere sul lungo termine, per dieci anni li lasciamo investiti. Il problema di questi investimenti, che adesso li vediamo perché è un problema, è che li possiamo vendere e quindi ci deve essere una grande disciplina nostra. Bene, questi 10.000 dollari, gennaio 2013-dicembre 2022, dieci anni giusti, sempre lasciati fermi in un indice molto facile che è lo Standard & Poor's 500, quindi noto a tutti, molto semplice. Questi 10.000 dollari sarebbero diventati 64.800 dollari con un rendimento medio annuo composto del 9,8%, investiti per tutta la durata del periodo. Ho chiuso le orecchie sui crolli di borsa, ce ne sono stati tanti, li ho lasciati lì, chiusi in un cassetto.
Cosa succede se perdo i dieci giorni migliori del mercato? Succede che questi 10.000 dollari in questi dieci anni, facendoci prendere dal panico perché magari il mercato è sceso per qualche giorno e poi cercando di rientrare, questi 10.000 dollari perdendo solo dieci giorni migliori di mercato in dieci anni, diventano 29.700. Vi ricordo che un attimo fa vi ho detto che sempre investiti erano diventati 64.000. Non vi faccio gli altri esempi perdendo i 20 giorni, 30 giorni, rimaniamo a questi dieci giorni. Bene, il domandone potrebbe essere ma questi dieci giorni quando è che capitano? Bene, questi dieci giorni in una percentuale altissima sono i dieci migliori giorni di mercato, sono sempre successi in fasi fortemente ribassiste di mercato. Quando mi faccio prendere dalla paura, questi piccoli rimbalzi o grossi rimbalzi sono stati quei dieci giorni che hanno reso il mio capitale molto efficiente, i 64.000 dollari, o solo perdendo quei dieci giorni aver perso un sacco di soldi perché i 10.000 dollari sono diventati 30.000. Che cosa interviene? Interviene, ed è comprensibile, la paura, il panico oppure essere stati presi dall'euforia dove questi dieci mila dollari erano diventati 15, 18, 20, poi improvvisamente, c'è qualche giorno di storno sui mercati, i mercati sono fatti da alti e bassi, mi faccio prendere dal panico, oddio, perdo.
Vi porto un esempio di venerdì scorso, tra giovedì e venerdì. Mio personale cliente per cui ho testimonianza diretta, un amico, il patto era l'anno scorso, ok ti seguo, però patti chiari, amicizia lunga, interveniamo solo, con tutta la modestia del caso se te lo dico io, ovvero se ci sono davvero delle condizioni per intervenire che possono essere anche in positivo. Ottica lungo periodo, lunghissimo, non mi servono i soldi e quindi decidiamo insieme di andare su mercati fortemente esposti, quindi azionari. Nelle varie declinazioni ho usato ETF, ho usato tutto quello che il mercato ci poteva mettere a disposizione seguendo e condividendo con questo mio amico queste scelte.
Sono stato anche fortunato, il mercato è andato bene, chi è del settore sa che è andato benissimo su alcuni settori in particolare, quindi dalla primavera scorsa a giovedì, alla settimana scorsa eravamo intorno a un +40/+45%, non sono un genio, ho premesso, scelte forti condivise, molto bene. Nel frattempo su un paio di posizioni avevo preso beneficio perché erano andate in maniera assolutamente fantastica, mercoledì, la settimana scorsa, un paio di giorni la borsa è scesa un po'. Giovedì pomeriggio, ero in macchina con un collega, questo signore mi chiama e mi dice ma ho visto che stiamo perdendo un sacco di soldi, e ho detto aspetta fermo un attimo, come? stiamo perdendo un sacco di soldi? stiamo guadagnando un sacco di soldi e poi c'è stato uno storno. Ok allora faccio come dici e non ci muoviamo, benissimo. Questo succedeva giovedì pomeriggio, venerdì mattina alle 8:30 mi chiama la mia assistente che conosce, si conoscono e mi dice guarda che mi ha chiamato Mario, lo chiameremo per un attimo, e ha detto che vuole vendere tutto perché è in panico e sta perdendo tutti i soldi. Ok, lo chiamo e dico Mario com'è? ma guarda io io vorrei uscire, poi rientriamo. Ok, tu cosa dici? mi da la responsabilità, guarda io seguo te, scelta tua, per cui ho venduto tutto la mattina di venerdì.

Chi ha seguito i mercati, chi è del settore sa poi com'è andata la giornata, su un titolo in particolare che gli avevo detto di tenerlo come cassettista, fortunatamente gliene ho venduto solo la metà, era a -1 / -1,50 poi chiuso oltre +2. Quando rientriamo? Non lo so, non lo so, dovremmo prendere un altro accordo perché a quel punto chi decide? chi si prende la responsabilità?
Io ci sto a prendermi la responsabilità, fino in fondo nel bene e nel male. Quindi provate a pensare a Mario che si è perso non solo la giornata di venerdì, la giornata di ieri e tutto quello che succederà. Quando rientriamo? non lo so, mi devo prendere la responsabilità? No me la prendo solo come si deve fare su una pianificazione condivisa, dove ci sia da entrambe le parti attenzione questo ovvio, ma ci deve essere un patto preciso di fiducia e soprattutto di orizzonte temporale da rispettare. Dove in particolare, in Fineco, ma anche tanti miei colleghi di altre aziende, su investimenti dove non c'è vincolo, io non voglio vincolare il cliente con un prodotto illiquido che si blocchi, che non possa uscire… massima libertà, però questo impone una grandissima disciplina personale. Che è quella di rispettare quello che era un patto iniziale, capisco che è difficile, capisco che è molto difficile, però se posso permettermi un consiglio, il tempo è il nostro alleato, dobbiamo essere tranquilli, sicuri che quella cifra che abbiamo destinato sul medio lungo periodo tale debba essere, quindi non tutto il mio capitale. Devo sempre tenere una parte di capitale liquida inteso come investita nel breve termine, non sul conto corrente dove l'inflazione, salvo che per le spese correnti ci mangia il capitale, ma ci sono gli strumenti adatti per ovviare questa complessità.
Quindi quella cifra che intendo investire sul lungo termine, magari meglio se a rate, con piani di accumulo capitale, poi ne parleremo, per sfruttare proprio anche gli andamenti altalenanti dei mercati. Spero di essere stato abbastanza chiaro sull'importanza difficile della disciplina, ma nel momento di tensione emotiva, una telefonata in più al vostro consulente finanziario, un confronto razionale, sereno, il vostro consulente finanziario non ha nessun interesse a tenervi investiti se davvero dovesse succedere qualcosa. Ma negli ultimi 40 anni credo che chi ha la mia età di quei qualcosa ne ha visti tantissimi, non voglio farvi l'elenco, sono tutti qualcosa che tali sono rimasti come impatto sui capitali se li abbiamo mantenuti nel tempo.
Coerentemente con quello che vi ho appena detto, alcune pillole: il bias della gratificazione immediata, facilissimo, magari l'abbiamo vissuto tutti, mi ci metto in prima fila, ho investito in un qualcosa che nel brevissimo termine ho investito 1000 euro e ne ho 1200-1300, sono felicissimo, ho voglia di gratificarmi, vendo e la mia testa dice hai guadagnato 200-300 euro, quello che è a seconda del capitale che ho investito.
Il domandone è, mi servivano? Direi 9 volte su 10, è no, se no non avrei rischiato denaro e l'altra domanda è, ma se li avessi lasciati investiti oggi quanto sarebbero? Non voglio la risposta perché la conosco già e sicuramente sarebbe stato meglio lasciarli investiti, ma ho provato una gratificazione emotiva ed è stato bello.

Bias della comparazione sociale, questo è pericolosissimo. Lo fanno tutti, lo faccio anche io, tutti stanno guadagnando in borsa e adesso rischio anch'io. Ho sentito Mario che al bar ha guadagnato il 20%, quest'anno voglio anch'io quegli investimenti. Questo è un errore, dobbiamo sempre calibrare gli investimenti con l'aiuto di un consulente finanziario, secondo quelli che sono i miei percorsi, i miei obiettivi, i miei programmi di vita per me, per i miei figli, per le persone alle quali voglio bene, ma attenzione, tenendo ben presente anche il mio carattere. Tante persone, tanti amici mi dicono, ma su che cosa speculi? Tra l'altro in Fineco come piattaforme di trading siamo fantastici, non speculo, non faccio trading per un motivo molto semplice, qualcuno potrebbe dirmi non hai tempo, non te ne intendi… no mi conosco, so che se perdo denaro nel breve, sto cercando l'eufemismo, mi arrabbio molto con me stesso. Per cui tutti i miei investimenti, sono investiti per la stragrande maggioranza sull'azionario, sono sul lungo termine, perché conosco il mio carattere ed è un aspetto estremamente importante e anche in questo il vostro consulente finanziario può essere un supporto molto molto utile.
Il bias dell'esperto, ho centrato qualche investimento, sto andando bene, ho capito tutto. Allora dico sempre se fosse così facile, nessuno di noi magari si alzerebbe la mattina o farebbe tanti chilometri per lavorare, produrre reddito. Scopriremmo qualche bel segreto del mercato o della borsa e diventeremo ricchi stando seduti a un tavolo, no. A ognuno il suo mestiere per cui affidatevi al vostro consulente finanziario.
Ci sono altri due errori da evitare e li ho tenuti volutamente per ultimi, diametralmente opposti come atteggiamenti. Il primo, la paura di investire o aspettare il momento giusto, il momento giusto per investire è quando abbiamo il denaro per farlo e quando abbiamo le idee chiare su cosa vogliamo fare. La paura fa sì che, soprattutto in Italia, abbiamo cifre dormienti sui conti correnti o investite in strumenti finanziari, unitamente al conto corrente, che non ci consentono nemmeno di coprire il rischio di inflazione, quindi tutti gli anni abbiamo una certezza, con la nostra prudenza, perdiamo soldi. Ci sono gli strumenti per ovviare a questa situazione? Assolutamente sì e qui vi rimando sempre come al solito al consulente finanziario.

L'altro atteggiamento pericolosissimo, è l’emotività, ho deciso di tenere l'investimento per i famosi dieci anni dei quali abbiamo già parlato ma il mercato scende, crolla, oddio, ho comprato cose molto buone, condivise con il mio consulente finanziario, improvvisamente l'emotività mi fa pensare che siano cose pessime, quindi le voglio buttare. Vi invito a un ragionamento estremamente semplice, nel momento in cui nel nostro mondo sta crollando il mercato, decido di vendere quella cosa che secondo me non vale più nulla, anzi mi fa paura. Riesco a venderla in un secondo a un prezzo certo. Qual è il motivo? E' solo uno, c'è un altro che sta comprando, c'è un altro che sta comprando perché pensa esattamente in maniera opposta a voi, maniera opposta in quel momento, perché vi ricordo che avevate comprato quella cosa perché era molto buona e andava tenuta per tanto tempo. Quel signore che la sta comprando la sta comprando da voi a prezzo scontato e se la terrà e lui farà i soldi. Volete far fare i soldi agli altri? Quindi, emotività cerchiamo e so che è difficile, difficilissimo, di tenerla a freno sempre col confronto attraverso il vostro consulente finanziario.

Bias e comportamenti finanziari: perché sabotiamo i nostri investimenti

Quando investiamo, pensiamo di essere razionali. In realtà, molto spesso sono le emozioni a guidare le nostre scelte. Paura, euforia, notizie ascoltate al telegiornale o consigli sentiti “al bar” possono portarci a comprare o vendere nel momento sbagliato.

La finanza comportamentale ci insegna che esistono diversi bias cognitivi che influenzano le decisioni: la gratificazione immediata che ci spinge a vendere troppo presto, la comparazione sociale (“lo fanno tutti”), l’eccesso di fiducia dopo qualche risultato positivo o, al contrario, la paura che ci blocca e ci fa lasciare il denaro fermo sul conto corrente, esposto all’inflazione.

I numeri dimostrano che restare investiti nel tempo, con una strategia chiara e condivisa, può fare una grande differenza. Anche perdere pochi giorni positivi di mercato può compromettere in modo significativo il risultato finale. Ed è proprio nei momenti di ribasso che spesso si concentrano le giornate di recupero più importanti.

Per questo il ruolo del consulente finanziario non è quello di prevedere il futuro, ma di aiutare a mantenere la rotta. Disciplina, pianificazione e orizzonte temporale sono i veri alleati dell’investitore.

Il mercato è ciclico. L’emotività è umana.
La differenza la fa il metodo.