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L’intelligenza artificiale nel Private Banking: supporto o minaccia?

Finance

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Ciao, sono Ottavio, Ottavio Corali. Oggi parliamo dell'importanza dell'intelligenza artificiale nel private banking. Supporto o minaccia?
Personalmente penso che l'arrivo dell'intelligenza artificiale, che nell'azienda per la quale lavoro qui in Fineco abbiamo già attiva sulle nostre piattaforme, sia uno straordinario passo avanti per migliorare la nostra attività, portare vantaggi ai clienti che seguiamo, a coloro i quali acquisiremo e a noi come operatori del settore.
Sono un po' stupito quando sento da tante parti vivere questa novità epocale come una minaccia. È uno straordinario supporto al nostro lavoro per renderlo più efficiente, per dedicare più tempo alle persone che dobbiamo ascoltare per servirle al meglio e certamente ottimizza quelle che sono poi in output tutte le proposte che possiamo fare. E qua ci siamo fermati al lato meramente tecnico dell'intelligenza artificiale.
Straordinario, bellissimo, una marea di dati che arriveranno e che imporranno a coloro i quali vanno a sfruttare l'intelligenza artificiale come supporto alla propria attività una maggior competenza anche nella lettura dei dati. Cosa rimane imprescindibile? E fortunatamente imprescindibile e dobbiamo sempre di più valorizzare la nostra competenza relazionale con le persone che andiamo ad ascoltare. Avrete notato, ma se non lo avete notato lo sottolineo, ho parlato di persone e non di clienti, ho parlato di ascoltare e non parlare.
La prima impressione che dobbiamo avere mentre andiamo da un cliente nonostante la nostra fantastica intelligenza artificiale è quella di essere insieme, lui ed io. E quindi ascoltarlo e dopo ricoprirà la veste di cliente nel momento in cui mi avrà dato delle informazioni tali per cui inserendole, sfruttando la potenza di calcolo e di output dell'intelligenza artificiale gli elaborerò una bellissima proposta personalizzata e quant'altro.

E quindi questa novità straordinaria la vivo con un grande interesse è una novità, è uno spunto di crescita anche per tutti noi e abbiamo due strade.
Ascolto, leggo o metterci in contrasto. L'intelligenza artificiale non serve. Secondo me è sbagliato perché è una novità talmente potente e forte.
Oppure, cosa che ho fatto fin da subito anche insieme alla mia struttura, ai miei colleghi, leggerla, imparare a leggerla, farla diventare un mio alleato in una prima fase e poi un mio preziosissimo supporto nell'attività quotidiana. Porto un esempio apparentemente banale ma non banale e che tutti conoscete o conoscono tutti coloro i quali fanno il mio mestiere. La persona che ho di fronte che in quel momento diventa cliente mi dà un portafoglio da analizzare, bellissimo, meraviglioso.
Quante ore impiegavamo e che difficoltà c'erano anche perché se non sono strumenti a me noti o di un'azienda che non conosco nel dettaglio non riesco a calcolare ad esempio quelli che sono i costi impliciti o tutti quelli che sono le vere qualità del portafoglio e la composizione del portafoglio stesso. Pensate che oggi con questo portafoglio lo inserisco, tutti i codici ISIN, in tutti i dettagli, nella nostra piattaforma di intelligenza artificiale e in un attimo o in pochi minuti ho il dettaglio, pochi minuti rispetto a tante ore, dettagli precisi rispetto a più o meno 28 pagine di report nel mio caso, dove posso dimostrare, far vedere al cliente di che cosa stiamo parlando e questa per noi ormai è esperienza quotidiana quindi un vantaggio straordinario per tutti. Come ho detto prima, per me ho risparmiato tempo e ho fatto un lavoro preciso e personalizzato per il cliente che ha chiarezza e contezza di tutto quello che sta facendo e potrà prendere serenamente, consapevolmente ogni decisione conseguente.
Tutto questo lavoro dov'è che prende valore? Il valore delle nostre due persone, del consulente e del cliente a quel punto che si relazionano, si sono conosciute e stanno impostando un trust fiduciario tra di loro che consenta di capirci al di là del lavoro tecnico e freddo giustamente che deve fare l'intelligenza artificiale. La conclusione che è poi l'inizio del percorso è tra le due persone che si sono conosciute, si sono capite e hanno preso in considerazione anche aspetti relazionali e fiduciari che l'intelligenza artificiale per forza di cose non può fare.

Intelligenza Artificiale nel Private Banking: supporto o minaccia?

L’intelligenza artificiale sta trasformando in modo radicale il settore del private banking, diventando uno strumento sempre più strategico per consulenti e clienti. Per molti operatori del mercato questa innovazione può apparire come una minaccia, ma secondo me rappresenta un’opportunità straordinaria per migliorare efficienza, qualità del servizio e valore della consulenza.

Nelle piattaforme Fineco l’AI è già integrata nei processi di analisi e costruzione dei portafogli, consentendo di esaminare in pochi minuti ciò che un tempo richiedeva ore di lavoro. Un vantaggio reale sia per il professionista che per il cliente, che può prendere decisioni in modo più consapevole e informato.

L’intelligenza artificiale, tuttavia, non sostituisce l’essenza del private banking: la relazione tra consulente e persona. Ascolto, empatia, comprensione del contesto familiare e dei progetti di vita restano elementi imprescindibili. La tecnologia genera efficienza, precisione e rapidità; la relazione genera fiducia, che è il vero motore di ogni percorso finanziario di successo.

L’evoluzione dell’AI nel private banking richiede quindi non solo strumenti avanzati, ma anche una nuova competenza da parte del consulente: saper leggere i dati, interpretarli e trasformarli in un progetto patrimoniale coerente con i bisogni del cliente.

L’approccio migliore? Considerare l’AI un alleato prezioso, capace di liberare tempo da dedicare alle persone e rendere più solido il rapporto fiduciario alla base di ogni scelta di investimento.