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I veri nemici del denaro: bias, cattive abitudini, sabotaggio degli investimenti

Finance

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Ciao sono Ottavio, Ottavio Corali, oggi vi parlo brevemente dei veri nemici del denaro, bias, cattive abitudini e perché sabotiamo i nostri investimenti.
Vi dicevo che ve ne parlo sinteticamente perché è un argomento estremamente importante e non sapevo oggi se, passatemi con un sorriso, metterla giù dura, quindi con dati, numeri o così, solleticare la vostra curiosità che dovrà essere, per chi mi ascolterà la prossima volta, ci dovrà essere la disposizione poi a fare le cose, ad agire.
Tornando ai veri nemici del denaro, sono i nostri comportamenti emotivi.
Decidiamo di fare una scelta finanziaria, decidiamo di portarla avanti per un tempo anche lungo, perché abbiamo ben capito che il lungo termine è quello che ci fa vincere sui mercati finanziari al di là degli alti e bassi, che sono anche poi nel frattempo opportunità di investimento che vivono, e poi succede che il telegiornale ci dice che ieri sono stati bruciati non so quanti mille miliardi in borsa, ci spaventiamo, bruciati, molto spesso il termine è questo, immagino che in questo periodo, almeno a me non è capitato, nessun telegiornale ci abbia detto che la borsa italiana è ai massimi storicamente da sempre, che i mercati continuano a salire, queste non le dicono, sono notizie positive e non fanno notizia. Si dice spesso, ma è purtroppo la verità, che fa notizia l'aereo che cade e non le migliaia di aeroplani che tutti i giorni volano e le cose vanno a buon fine.
Qui noi parliamo di soldi, dei nostri soldi, e quindi il comportamento emotivo sabota veramente il buon terreno seminato con l'aiuto del nostro private banker, con i consigli suoi, con l'impostazione sua e rimaniamo tutti male, il private banker perché vede vanificata una bella pianificazione che aveva fatto, il cliente poi a posteriori della decisione emotiva rimane deluso dal risultato di questa pianificazione che andava bene, il cliente poi, lo facciamo tutti da clienti, non si prenderà mai la colpa ma sarà sempre stata colpa di qualcuno, ma anch'io nel mio ruolo di cliente se ho comprato qualcosa che non va bene non mi do la colpa, magari è colpa mia. Per cui mi ricordo ancora, per portare esempi miei, perché mi piace parlare di me stesso, mi ricordo la scelta che volli fare di andare in vacanza con la mia famiglia in un posto molto noto in Sardegna e l’agente di viaggio dal quale mi servo costantemente a Brescia, bravissimo, mi disse guarda Ottavio che non è più quel posto, non va bene, ti consiglio altro, no io voglio andar là, bellissimo in un posto 5 stelle, fantastico, meraviglioso, era meraviglioso dover uscire la sera per trovare un posto dove andare a cenare, quindi io poi ho detto tornando a casa, Alessandro si chiama, Alessandro dovevi insistere di più, col sorriso ovviamente perché sapevo che la scelta era stata mia e l'ho pagata, per cui da quel giorno non discuto più nulla, quello che dice lui va bene. Però qua parliamo di impostazioni, di aspettative che possono essere deluse semplicemente perché abbiamo ascoltato uno al bar che ci ha detto che è più furbo di noi, pensate che io lavoro per un'azienda che è Fineco dove il trading è uno degli aspetti più importanti delle nostre attività, siamo una piattaforma fantastica sotto questo punto di vista.

Io non amo il trading perché odio perdere denaro, detto molto banalmente, non mi piace la speculazione, io non incontro mai nessuno che mi dice che ha perso denaro, mai, di questi colleghi che, questi signori, che fanno trading, poi vado a vedere i dati aziendali, vabbè, sarò fortunato io che incontro solo quelli che guadagnano.
Ricorderete tutti degli episodi della vostra vita che non sono solo di investimenti, perdere denaro, perdere psicologicamente pesa tante tante volte in più della vittoria, poi la prossima volta entriamo nel tecnico con i numeri, chi lo ha scritto, gli studi che ci sono e sono, faccio il presuntuoso, assolutamente convinto che la mia affermazione sia vera. Io credo che vi ricordiate tutti se avete perso del denaro comprando un titolo o qualcosa e sia passata quasi inosservata, magari invece una ottima performance che avrete ottenuto in altri strumenti finanziari. Il mio settore, sbaglio anch'io, mi ricordo ancora tantissimi anni fa quando comprai dei bond argentini per me, pensando l'Argentina non fallirà mai, ricorderete tutti poi come sono state le storie, quello me lo ricordo, dopo nel tempo ho performance molto buone sul mio portafoglio, ma quella mi brucia ancora, la sconfitta brucia, si dice, brucia perdere.
E dopo c'è anche un altro errore molto comune, quello dicevo prima banalizzando, al bar, arriva il furbo che ha comprato sette titoli che han perso, ne ha comprato uno che ha vinto, si ricorda quello, magari al bar fa il furbo e ci viene voglia di replicarlo, ma come mai a me non è capitato. Esempio che conoscete tutti, io sono convinto che tutti avreste voluto comprare bitcoin a un dollaro, anch'io, oggi ne fa 90.000, non mi ricordo, però non l'ha fatto nessuno, o l'hanno fatto in pochi, e quelli che hanno guadagnato sono quelli che si sono dimenticati le password per il loro token con i bitcoin.
Siamo come azienda, abbiamo acquisito dei clienti che hanno liquidato bitcoin in queste condizioni, vi posso garantire, hanno fatto letteralmente milioni, ma sfido poi chiunque ad aver mantenuto quell'investimento quando ha visto che magari i suoi mille euro erano diventati centomila, si possono ancora comprare. E questo ci brucia un po', l'avrei fatto, poi dopo cosa dice il nostro cervello, adesso non farlo e diventiamo tutti gufi sperando che crolli, perché almeno io non l'ho comprato, ma questo è normale, siamo assolutamente esseri umani.
Poi abbiamo gli esperti, sono tutti esperti, come a calcio, tutti siamo allenatori della nazionale di calcio, in certi momenti di mercato tutti siamo perfetti investitori, poi alla fine io scopro, anche gestendo l'area che gestisco, che fa comunque quasi 16 miliardi di depositi, che tantissime persone continuano per la paura di investire, che è un errore anche quello tremendo, tengono i soldi sul conto corrente per essere in pace con la loro emotività, nel frattempo devono sapere che sono soggetti a una perdita certa, che è l'inflazione, che non è quel due, due e mezzo, due otto, tre per cento che ci viene dato come indicazione ufficiale, tutti quanti andiamo a far spesa, tutti quanti compriamo i vestiti, le automobili andiamo a sciare o facciamo vacanza, quindi non è il tre per cento, quindi il soldo sul conto corrente non investito ci dà una tranquillità, che perdiamo potere d'acquisto, va bene, ok, io non credo.
Allora bisogna razionalmente discuterne con un private banker e cercare delle soluzioni, che vadano anche incontro a un giusto equilibrio, e si può fare, tra quella che è una pace interiore e non essere quantomeno soggetti a una perdita certa. Ecco che allora le cattive abitudini, i bias, ci, veramente, vanno a sabotare le nostre strategie di investimento, nostre, tue caro cliente, mie caro private banker, perché ci piacerebbe vincere insieme, tutti e due però dobbiamo essere informati e disciplinati. I dati tecnici, anche ad esempio avete mai fatto il conto di quanto costa, quanto sabota il nostro, la nostra strategia di investimento, perdere due o tre o quattro o cinque giorni di mercato buono in dieci anni, questo è uno dei dati che vi fornirò alla prossima volta e fanno riflettere tanto queste situazioni.

I veri nemici del denaro: bias, cattive abitudini e sabotaggio degli investimenti

Quando parliamo di investimenti, molto spesso pensiamo che i principali rischi arrivino dai mercati finanziari. In realtà, i veri nemici del denaro siamo noi stessi: i nostri bias comportamentali, le cattive abitudini e le decisioni emotive che finiscono per sabotare strategie ben costruite.
Nel mio lavoro vedo spesso persone che iniziano un percorso di investimento con una pianificazione corretta, impostata sul lungo termine, consapevoli che il tempo è un grande alleato. Poi però arriva la paura: una notizia negativa, un titolo allarmistico, un commento sentito al bar. E in quel momento l’emotività prende il sopravvento sulla razionalità.
Il risultato è quasi sempre lo stesso: si interrompe una strategia che stava funzionando, si disinveste nel momento sbagliato o si rimane paralizzati dalla paura, lasciando i soldi fermi sul conto corrente. Una scelta che dà tranquillità emotiva nel breve periodo, ma che nel tempo espone a una perdita certa di potere d’acquisto a causa dell’inflazione.
Bias cognitivi come l’avversione alle perdite, l’eccesso di sicurezza, il rimpianto e il confronto continuo con gli altri portano spesso a scelte incoerenti. Perdiamo di vista gli obiettivi, dimentichiamo perché avevamo fatto una determinata scelta e iniziamo a inseguire il mercato o le mode del momento.
Per questo il ruolo del private banker è fondamentale: aiutare il cliente a riconoscere questi meccanismi, mantenere disciplina e razionalità, proteggere una strategia di investimento nel tempo. Investire bene non significa indovinare il momento giusto, ma restare fedeli a un percorso condiviso, anche quando le emozioni spingerebbero a fare il contrario.