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Gestire gli attriti nel team: trasformare l’invidia in crescita

Leadership

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Ciao sono Ottavio, Ottavio Corali, oggi voglio parlarvi di come gestire gli attriti nel team e trasformare l'invidia in un fattore positivo in crescita.
Questo aspetto, trattato molto nel manuale che abbiamo scritto con la mia struttura, è uno dei passaggi più importanti nella gestione di un team. Presuppone innanzitutto la conoscenza delle persone, presuppone il fatto di sapere che succede, è umana, è normale, e si manifesta attraverso tanti piccoli atteggiamenti, piccoli segnali.
La battuta un po' sciocca in una riunione, quindi come leader non dobbiamo lasciarla cadere, dobbiamo cercare di capire che cosa ci sta dietro, un atteggiamento, una battuta, un semplice lui è fortunato, se avessi il team suo, se avessi il fuoriclasse, cominciano gli alibi, comincia il serpeggiare l'invidia. E ci sta, dobbiamo solo non preoccuparci ed occuparcene attraverso che cosa, attraverso davvero la creazione, la struttura che dobbiamo dare a quella squadra, a quelle persone.
Se siete il leader di un team, quelle persone le avete scelte voi, allora dobbiamo cercare di capire ancora meglio qual è il loro talento, farlo emergere e fare in modo che l'uno sia a disposizione dell'altro, fare in modo che questa invidia diventi energia positiva e non un'energia negativa che crea circoli non virtuosi, circoli che si avvitano su se stessi e non ci portano da nessuna parte.

Possiamo sfruttare in maniera positiva anche l'invidia, come? Io vi dico quello che ho fatto perché mi è capitato tante volte, sono un essere umano, anch'io mi sono trovato nella condizione per un attimo di invidiare un altro. Ma per fortuna, parlo per me, non fa parte del mio carattere, se uno è più bravo di me, normalmente gli chiedo come fa ad avere quel successo, non diventerò bravo come lui, questo sicuramente, se è un fenomeno, se è bravo, ma migliorerò la mia prestazione, il mio modo di pensare, il mio modo di vedere le cose, mi interessa sempre molto il parere degli altri.
Mi interessa soprattutto avere a che fare con persone che la pensano diversamente da me attraverso il confronto, si cresce. Confronto, ho usato volutamente questo termine. Se la mia squadra dove noto che ci può essere un atteggiamento di invidia… e non è sempre costante, può essere un momento, può essere una situazione che è successa a quella persona anche al di fuori del lavoro. Allora è fondamentale conoscere le persone, conoscere dove vivono, dove lavorano, muoversi.
Per chi mi conosce sa che io gestisco un'area logisticamente molto ampia, da Brescia a Venezia, Trentino Alto Adige, Mantova, un territorio vastissimo, tra l'altro con teste, atteggiamenti, contesti, modi di vivere completamente diversi. Un conto è andare a Brunico e un conto è parlare delle stesse cose a Mantova, a Verona, a Brescia, a Treviso… allora qual è uno dei segreti che ho sempre adottato?
Leggendo un libro manageriale, io lo vedo come libro manageriale e forse l'ho detto ancora, non ricordo, che Le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, che romanza la vita dell'imperatore Adriano.

Conosco il mio territorio, mi muovo, vado io da loro, non loro da me, poi dopo cerco di farli lavorare insieme, vivere insieme, anche in momenti che uniscano lavoro e attività diverse. Divertirsi banalmente, attività ludiche, allora se lo farete anche voi, se vi trovate in questa situazione, uso un termine forte, posso garantirvi che quei due che neanche si volevano vedere, alla fine di uno o due giornate dove abbiamo condiviso delle cose extra-lavoro, dove ci siamo conosciuti meglio, la frase che mi arriva sempre è solo una: ma sai che non avrei detto che Mario la pensava così? Ma sai che ho apprezzato… ma sai che è bravo? E ti viene da sorridere e dire ma fino all'altro ieri lo volevi ammazzare perché ti stava sulle scatole. Sono le cose più belle nel sentirsi a quel punto davvero un leader, aver messo insieme le persone, avere creato energia positiva da situazioni apparentemente preoccupanti, ma non ci dobbiamo mai allarmare se vediamo l'invidia. Se c'è invidia il sottotitolo che io vedo sempre in positivo è voglio far meglio. Cos'è allora che devo fare io per far sì che questa energia esca? Che tu me lo dichiari, e allora perché no anche attraverso il confronto con lui che stai invidiando, un confronto sano, magari aperto, magari destrutturato per rendere più facile la vicinanza, la conoscenza delle due persone. Rendere un'energia che non diventa uno più uno fa due, ma l'effetto esponenziale, uno più uno fa quattro, e allora c'è una bellissima reazione, poi anche se avete un team grande come oggi ho io, io ho 22 riporti per cui ci può stare, la devi conoscere questa situazione, devi sapere che una cosa anche detta senza volere può dar fastidio a qualcuno, devi conoscere le persone, devi conoscere i caratteri, devi fare in modo che tutti loro si conoscano, per sapere magari che c'è anche… stavolta lo chiameremo Piero, che non ce l'ho Piero per cui non faccio nomi. Non ha la dote dell'empatia, quindi quella che per lui è una battuta dall'altra parte può essere recepita come una frase mal detta. Ma se conosciamo Piero, sappiamo che Piero non c'ha il dono dell'empatia e quindi gli faremo un sorriso e ci rideremo sopra lo stesso.
Ecco che allora andiamo a evitare dall'inizio, se conosciamo le persone, se sappiamo che l'invidia è umana, esiste, c'è, allora la preveniamo e facciamo in modo che diventi una grandissima energia positiva, perché comunque se l'invidia è sana, se siamo sul posto di lavoro, sottende una voglia di far meglio. Tocca a noi sapere come fare emergere questo desiderio, come favorirlo, supportarlo e trasformarlo in un grande più, anziché un grande meno.

Come trasformare l’invidia in energia positiva all’interno di un team

Gestire un team non significa solo assegnare compiti e controllare risultati. Significa anche comprendere le dinamiche tra le persone, riconoscere i segnali di invidia e trasformarli in opportunità di crescita.

L’invidia è un fenomeno umano e naturale: può manifestarsi con battute, paragoni o alibi, ma non va ignorata. Come leader, è fondamentale conoscerne le origini e i contesti, valorizzare i talenti individuali e creare un ambiente in cui le competenze di ciascuno siano messe a disposizione del gruppo.

Attraverso la conoscenza delle persone, il confronto aperto e attività extra-lavoro, l’invidia può diventare uno stimolo positivo: incoraggia a migliorarsi, a collaborare e a sviluppare empatia reciproca. Così, anche divergenze iniziali o piccoli conflitti possono trasformarsi in energia produttiva, generando risultati esponenziali per il team.

Un leader efficace sa prevenire tensioni, valorizzare le differenze e far emergere il meglio di ciascun membro, creando un team coeso, motivato e capace di affrontare le sfide insieme.